Luca Carboni nasce a Bologna il 12 ottobre 1962, quarto di cinque figli (oltre a Luca ci sono altri due maschi e due femmine). Il papà è impiegato in una azienda di carrozzine e giocattoli per bambini, la mamma casalinga. La musica è proprio di casa, visto che al padre piace molto. E’proprio per questo che, all’età di sei anni, Luca (ma del resto anche tutti i suoi fratelli) si avvicina alla musica, imparando il pianoforte. All’età di 13 anni Luca lascia il pianoforte per la chitarra(essa era lo strumento dei Beatles e dei gruppi di protesta, dei complessi beat e pop)e a 14 anni con alcuni amici del suo quartiere fonda il gruppo Teobaldi Rock. Dopo le scuole medie, Luca affronta ragioneria e agraria, ma si accorge che non fanno per lui…lui ama la musica! Luca è un ragazzo inquieto e, dopo aver cambiato varie scuole comincia a cercare una indipendenza economica con qualche lavoretto, come quello di commesso in un negozio di scarpe. Le prime prove del gruppo avvengono nella parrocchia, che in realtà è uno stabile prefabbricato. Il basso, l’organo, una chitarra elettrica, l’amplificatore e il microfono sono della parrocchia, a cui si aggiunge un rullante e un charleston del batterista, e l’acustica amplificata che suona Luca. Il chiodo fisso di Luca è fare proprie canzoni e non cover, così comincia a comporre e scrive la sua prima canzone (di protesta)”Il fermo“. L’anno dopo cominciano i primi concerti con altri gruppi bolognesi negli spazi che la città offre ai giovani gruppi musicali: teatri parrocchiali e centri di quartiere. Sono gli anni del Punk e poi della New Wave, e Bologna è in un momento di grande tensione politica, artistica e soprattutto musicale, quest’ultima si concretizza con il grande concerto “Bologna Rock ’80” delle band underground bolognesi al palazzo dello sport. Luca sente però l’esigenza di andare oltre i concerti bolognesi e spinge il gruppo a diradare i concerti per concentrarsi nella realizzazione di registrazioni che diano la possibilità di produrre dischi. Così realizzano i primi demotape i quali portano la band a trovare una piccola produzione che permette loro di realizzare un 45 giri con due canzoni.

teobaldi rockHanno, però a disposizione solo un giorno per registrare cantare e mixare. Ne esce un 45 giri con “Odore d’inverno” e “L.N.” di pessima qualità sonora, che viene distribuito solo a livello bolognese… ma il sogno di realizzare un disco si è avverato! Il gruppo, che ha l’impronta demenziale a cui molti tendono dopo il successo degli Skiantos) riesce a trovare una nuova produzione per un nuovo 45 giri ma prima che si realizzi il gruppo si scioglie anche per la scelta di alcuni componenti di dedicarsi esclusivamente agli studi universitari.

Bologna fortunatamente è una città viva musicalmente non solo a livello underground ci sono artisti come Guccini, Claudio Lolli, è il momento del grande successo di Dalla e poi di Vasco Rossi, ci sono studi di registrazione come la “Fonoprint”, può dare quindi opportunità e possibilità di incontri nel mondo musicale.

Luca infatti lascia alcuni suoi testi all’osteria “da Vito” popolare ritrovo di cantautori, artisti e studenti universitari e così Lucio Dalla e gli Stadio dopo averli letti gli propongono di scrivere un testo per il primo album che stanno registrando proprio in quei giorni negli studi “Fonoprint”. Nasce cosi “Navigando controvento” canzone contenuta nel primo album degli Stadio.intanto dustin hoffman non sbaglia un film

Sciolti i Teobaldi Rock Luca si convince di cantare le cose che scrive, e nel giro di due anni scrive e realizza un demotape che gli permette di fare un contratto con la RCA, con quelle che saranno poi le canzoni dell’album di esordio “INTANTO DUSTIN HOFFMAN NON SBAGLIA UN FILM” registrato a Bologna alla “Fonoprint” nel 1983 e che uscirà però solo a marzo del 1984. Alla realizzazione del disco partecipano anche personaggi come Ron e gli Stadio, in particolare Gaetano Curreri tastierista e co-produttore del disco. Canzoni destinate ad entrare in un repertorio di assoluto successo, alcune sono amare e delicate allo stesso tempo, altre, come “Ci stiamo sbagliando”, rivelano in Luca Carboni molto di più di una personalità semplicemente interessante: la capacità rara di farsi interprete naturale dei pensieri e dei dubbi di una generazione. L’album (che viene accompagnato anche da un indovinato video) raggiunge l’obiettivo: i giovani ne restano affascinati, colgono forse in quelle canzoni uno specchio del loro mondo interiore, e le sottili tracce di ottimismo di cui sono alla ricerca. Dell’album si vendono più di trentamila copie, e quasi cinquantamila copie del singolo “Ci stiamo sbagliando”. La critica musicale per quanto stenti ad inquadrare il personaggio, gli riconosce un indiscusso carisma ed un potenziale artistico da seguire nei suoi sviluppi con estrema attenzione.Luca è paragonato a un Vasco Rossi con i piedi un po’ più per terra e a un Lucio Dalla più giovane e malinconico.

foreverIl suo secondo LP “FOREVER” esce puntuale ad un anno di distanza. Contiene canzoni leggere ma allo stesso tempo riflessive ed ironiche, lontane sia dal pop superficiale, sia dal retaggio ideologico della “vecchia” (a questo punto) canzone cantautorale. Canzoni come “Sexy” e “Solarium” riflettono e raccontano con ironia gli anni ’80, il nuovo mondo dell’immagine, della tecnologia e dell’informatica. In “FOREVER” c’è un punto di vista nuovo, inedito, di chi è consapevole di fare parte di un nuovo tempo, di una nuova generazione (Luca ha ora ventitre anni) e di essere tra i primi che la vivono e la cantano (è come se per Luca e i suoi coetanei il muro di Berlino fosse già caduto) cercandone anche il lato positivo (“Sarà un uomo”), la voglia di scoprire un nuovo romanticismo (“Sugo”, “Le nostre parole”). Arrangiamenti modernissimi che non soffocano, anzi sottolineano la semplicità di questo nuovo linguaggio minimale, i testi sembrano davvero semplici conversazioni reali tra coetanei. L’album, facile e difficile allo stesso tempo, supera comunque le settantamila copie vendute, segno che Luca e i suoi coetanei si capiscono. La gestazione del terzo album è più lunga del previsto (ma ne vale sicuramente la pena!). Il successo per quanto non abbia ancora un aspetto massiccio, è entrato inaspettato nella vita del timido artista bolognese, e ne ha sconvolto inevitabilmente ritmi ed abitudini.

luca carboniE’ più difficile trovare la quiete, la solitudine di cui ha bisogno, cerca di prendere tempo e passa attraverso una inevitabile crisi di crescita. In questo periodo l’aiuta anche la scoperta della pittura. Gli occorrono due anni prima che il nuovo album, che intitolerà semplicemente “LUCA CARBONI” veda la luce. “Silvia lo sai” la canzone scelta come “primo singolo” canzone tenera e crudele, dove l’amore adolescenziale e l’amicizia, si dissolvono nelle trappole della droga, diventa qualcosa di simile ad un inno generazionale,una canzone-simbolo. Ma poi l’album svela, a sorpresa, anche un’altra canzone-simbolo che colpisce ancora più in profondità, e e arriva dritto al cuore dei settecentomila ragazzi e ragazze che si portano a casa questo album: “Farfallina”. Questa è una canzone in cui il nuovo linguaggio di Luca Carboni diventa ispirato e preciso, “trasgressivamente” romantico, semplice, leggero e diretto, rispetto alla canzone d’autore tradizionale, e colpisce per l’uso dei “diminutivi”, per il grido “… Ho bisogno di affetto!”, per l’arrangiamento molto scarno (batteria e tappeto senza il basso). E’ un album decisamente più “dolce” del precedente “FOREVER”, ma viene sempre fuori la vena ironica soprattutto in canzoni come “Caro Gesù”(… fammi entrare nel business…), “Continuate così” (… uccellini a cinguettare, io non vi maledico, anche se è presto e mi svegliate…), “Lungomare” (…il pescatore Giorgio…si orienta con le insegne degli hotel…), addirittura anche nella dolce e romantica “Vieni a vivere con me” (… potremmo studiare il modo di vivere senza lavorare…). “LUCA CARBONI” non manca poi di canzoni più intimiste come “Gli autobus di notte” e “Chicchi di grano” che chiude l’intero album. La stampa parla ormai di “fenomeno”, a Carboni si dedicano copertine, articoli, ma anche analisi dalle conclusioni spesso tutt’altro che entusiasmanti. Fatica molto la critica ufficiale a capire e ad immedesimarsi nel linguaggio e nei sentimenti delle nuove generazioni, è spiazzata dalla mancanza della visione ideologica, senza la quale non ha più gli elementi per giudicare, per distinguere il bene e il male, il positivo e il negativo, e pur intuendo qualcosa, è tentata di minimizzare il tutto facendo passare Carboni per un malinconico “sex symbol” che canta “canzonette” per ragazzine e ragazzini di una generazione confusa, individualista, che rinnega superficialmente tutta una serie di valori.I l nesso tra il mondo musicale e poetico del cantautore bolognese (non sempre facile e non sempre accessibile a tutti) e la popolarità incredibile che lo accompagna ai concerti, risulta di difficile soluzione anche per i critici più navigati. L’album resta in testa alle classifiche per cinque mesi ininterrottamente, ed il lunghissimo tour conferma la nascita di una “star”.

persone silenzioseCarboni rifiuta l’immagine della “star”, e appena conosciuto il grande successo, si “prende” altri due anni, riflette e lavora ad un album che non ricalchi il precedente, sente l’esigenza di realizzare un album “trasgressivo” anche nei confronti del suo “successo”, un album più intimo nei testi e più acustico musicalmente, più riflessivo. Nasce così “PERSONE SILENZIOSE” che è a livello Italiano un album sonoricamente atipico (forse più vicino al mondo di una band americana come i R.E.M. che verrà fuori di lì a poco, e che guarda caso è della stessa generazione di Luca), con canzoni più essenziali, più spartane. Ma c’è sempre molta dolcezza, ed a sorpresa anche più concessioni alla “poesia”, addirittura la canzone “I ragazzi che si amano” prende spunto da una vera poesia di Prèvert. “Primavera” è la canzone che apre l’album, quasi un tango appena accennato, struggente, moderno e antico nello stesso tempo, come il testo che passa continuamente dal passato al futuro, dal bambino all’adulto. “Te che non so chi sei” svela i dubbi, le incertezze e la fragilità, la paura di non cambiare più se stessi, ed è il “primo singolo” scelto per questo album. Le chitarre di Bruno Mariani (co-produttore dell’album) accompagnano e si alternano alla voce di Luca, che a tratti diventa più graffiante e “cattiva” mentre racconta di chi (apparentemente) non conta, non ha potere, non sta nella “stanza dei bottoni”, a tutti i livelli: le “Persone silenziose” appunto. Il coraggio e l’onestà di Luca Carboni saranno premiati da un successo enorme nelle vendite e da un’accoglienza clamorosa nei concerti di un tour molto particolare, un “concept tour” con un progetto e una scenografia molto elaborata, un concerto che è quasi un “clip” di due ore (è un vero peccato che non sia rimasta una testimonianza in video!), che gira i teatri di tutte le principali città italiane. Cinquecentomila copie vendute di questo bellissimo e difficile album, arrivano nonostante la scelta di una certa “silenziosità” di Luca nel darsi promozionalmente e televisivamente.

carboniOrmai l’artista bolognese sente evidentemente che “prendere” tempo è fondamentale per la gestazione di un album, ci vogliono infatti altri due anni perché esca “CARBONI“, il 10 gennaio del 1992. Lo slogan che accompagna la campagna di lancio: “Il primo disco del 1992!” va ben oltre la pura constatazione cronologica, infatti ad una settimana dall’uscita l’album è primo in classifica, ed inizia una escalation di vendita senza precedenti per la storia di Carboni.”CARBONI” è un album realizzato in studio quasi totalmente da Carboni e Mauro Malavasi con pochi altri musicisti (Mauro Patelli, Mauro Cardella e Jimmy Villotti alle chitarre). Con Malavasi che è anche il produttore dell’album, Carboni inventa un sound nuovo leggero e minimale, …”Ci vuole un fisico bestiale” e “Mare mare”, ma che si ritrova anche in canzoni come “Le storie d’amore”, “Alzando gli occhi al cielo”, “La mia città” e “Siamo le stelle del cielo”. Questo è l’album dove Carboni riesce con più alto livello di ispirazione e continuità, in quello che sembra essere il suo progetto dall’inizio della sua carriera e cioè: dire cose profonde con semplicità, essenzialità e leggerezza, in una forma “Popolare” e nello stesso tempo originale per il suo “minimalismo”. Nasce con questo album un sound che “segna” il panorama pop italiano e di lì a poco non poche produzioni si rifaranno o addirittura imiteranno il sound di “CARBONI”. In realtà la musica di Carboni è un Pop Trasversale nel senso che ci sono tante influenze che convergono nella sua musica, ma nessuna è predominante. Carboni fugge continuamente appena la sua musica rischia di diventare qualcosa di preciso e riconoscibile come “genere musicale”, la “non appartenenza” sembra la sua ossessione, sembra che provi orrore ad essere classificato in una “categoria musicale”…. “Mi sembra anacronistico e comunque fuori dalla mia visione della musica e della canzone arrivare anche solo a pensare di ritenermi esplicitamente un autore rock, reggae oppure hip pop, etc…..o tutte le sotto-etichette che vengono inventate giorno per giorno impossibili anche da memorizzare. La cosa che mi piace ancora di meno è il “razzismo” delle caste musicali, i problemi di immagine, di non contaminazione, di snobismo che ci sono tra queste caste… ognuno è libero di fare ciò che vuole, ma mi mette molta tristezza quando sento un “artista” (quasi sempre sollecitato dall’industria discografica) dire cose del tipo: il “mio” pubblico non approverebbe, non capirebbe“…. dice Carboni nelle interviste presentando questo album.

diario carboniQuesti discorsi i traducono in fatti quando Carboni propone a Lorenzo Cherubini (Jovanotti) di fare un tour insieme. Un tour di sette concerti che i due preparano con grande carica ed energia e che avrà uno straordinario successo di “gente” a testimoniare come non si possa dire il “mio” ed il “tuo” pubblico, e come la gente non sia in realtà così legata a quegli schemi di cui Carboni parlava sopra. Si chiude così il 1992, un anno molto intenso che è volato via tra emozioni, grandi intese, forti correnti affettive, strette di mano, incontri speciali. Logico che Luca abbia il desiderio di “fissarlo”, di fotografarlo. Un diario? Un diario, perché no. Nasce il “DIARIO CARBONI“: non un live in senso tradizionale, non un semplice misto “dal vivo con inediti”, non la pura rivisitazione e riproposta di brani già conosciutissimi. La definizione la dà lo stesso Luca: “un album un po’ live, un po’ ripensato, un po’ nuovo”. A condurre subito il disco verso il primo posto della classifica è “Faccio i conti con te’, brano godibilissimo che parla dei rapporti con il nostro prossimo, anche quello multirazziale dell’imminente domani. Ma non sono certo seconde scelte “Il mio cuore fa ciock”, “Spider” e “Vedo risorgere il sole” ancora con Jovanotti: le pagine più recenti di un volume che, giorno dopo giorno, con la discrezione che è propria el suo protagonista, è arrivato a raccontare i primi dieci anni di una straordinaria vicenda artistica.

carboni, mondoIl 12 ottobre 1995, giorno in cui Carboni compie trentatre anni, esce “MONDO world welt monde“. Questo nuovo album in cui è accentuata la ricerca del minimale e dell’essenziale non è però realizzato come “CARBONI” a “quattro mani”, anzi, la maggior parte delle canzoni Carboni le registra con la band che lo ha accompagnato dal vivo in questi anni (che “battezza” per l’occasione: “Inno N. Band”). Il “lavorare” con la band porta ad una energia nuova ed a una scelta di suoni più scarna e più grezza, le canzoni realizzate in questo modo vengono registrate in diretta, con pochissimi reverberi ed effetti, come una registrazione di prove e la prima idea di Carboni è di titolare l’album “Demotape ’95″(provini). Ma l’album non ha solo una direzione, in realtà oltre ai brani realizzati in questo modo “acustico” come: “Inno Nazionale”, “Mercoledì”, “Onda”, “Sto perdendo tempo”,”EX.T.blu”, “Kalore”, “Condomini del mondo”, “Pregare per il mondo”, si alternano brani non “acustici” come “Ni na na”, “Non è”, “Batte il cuore”, “Nuovo mondo” e soprattutto “Virtuale” che si fa notare per la sua iper-essenzialità. Sembra essere un album che vive di contrari, di contraddizioni musicali, come se Carboni avesse voluto mettere due “album” in uno, due “mondi” in uno, come per dire :”… sono così, io sono questo e quello, la mia musica va da qui a là , e forse anche oltre…. spero!”. E così anche questo rimane un album difficile da catalogare, da definire, è comunque sempre rigorosamente il “mondo” di Carboni, con i testi che hanno dolcezza ed ironia allo stesso tempo, riflessione e istinto impulsivo. Sono infatti le parole che decidono il titolo “MONDO world welt monde”, parole che parlano spesso di “globalità”, di “apertura”, di “disponibilità verso gli altri e verso i grandi cambiamenti che stiamo già vivendo alle soglie del nuovo secolo e del nuovo millennio e che spingono Carboni a mettere nel CD simbolicamente anche le traduzioni in altre lingue. Del resto la “filosofia” del lavoro è spiccatamente “sovranazionale”, e già “faccio i conti con te” aveva lanciato un segnale in questa direzione: “fare i conti” non solo con i propri diretti interlocutori”, con il proprio referente affettivo, ma anche con un nuovo fratello nero o giallo,ovvero con un tessuto sociale che, oltre a “colorarsi”, si complica specialmente quando si è “troppo italiani” come detto con dura ironia in “Inno nazionale”.

A febbraio, dopo più di tre mesi di preparazione e progettazione, “MONDO” diventa “MondoTour 1996” sette concerti nelle grandi città italiane, uno dei tour più belli, nuovi ed interessanti che si siano visti in Italia negli ultimi anni.

carboni, carovana7 Maggio 1998: esce il nuovo lavoro di Luca. L’album “CAROVANA” è anticipato dall’ascoltabilissimo singolo “Le ragazze”, canzone allegra e solare, che, non a caso, diventa l’inno dell’estate di quell’anno. Un album, questo, molto scarno musicalmente, nel senso che è quasi per intero realizzato da Luca, la sua tastiera e il suo computer, tanto che molti rifiutano l’essenzialità del disco che, al contrario, contiene canzoni ironiche alla “Forever” (“La cravatta”, “Macedonia polare”) e intime alla “persone silenziose” (“Colori”, “Ferite”). Il tour viene chiamato “Carovana d’inverno” per la sessione invernale e “Carovana d’estate” per quella estiva e vede la speciale partecipazione di un’orchestra.carboni, il tempo dell'amore

Un anno dopo, Luca, convinto dai suoi discografici, decide di pubblicare la raccolta “IL TEMPO DELL’AMORE” di 18 brani di cui “La mia ragazza” e “Il tempo dell’amore” inedite.

lu*caE’ il 26 Ottobre 2001 quando Luca pubblica il suo nuovo lavoro, dopo due anni di silenzio. L’album, dal nome “LU*CA” appare già dal primo singolo estratto “MI AMI DAVVERO”, un lavoro molto intimo e privato. Per la gioia dei fans Luca sembra esser tornato ai testi e arrangiamenti dell’album PERSONE SILENZIOSE. Luca, dopo un tuor lunghissimo, fa uscire il suo primo DVD, AUTORITRATTO, che raccoglie una selezione dei video delle canzoni più famose e un’intervista esclusiva.

Venerdì 19 settembre 2003 esce l’attesissimo nuovo singolo di Luca: SETTEMBRE

carboni, liveSarà l’unico inedito del nuovo album, nei negozi e, iniziativa promozionale, nelle edicole dal 28 ottobre 2003. Il cd entrerà nella discografia di Luca come suo PRIMO LIVE. Il nuovo album infatti si chiamerà semplicemente LIVE. Per scelta, Luca decide di non promuovere il disco con un tour (anche perché si tratta di un cd live) e promuove il nuovo lavoro radiofonicamente e televisivamente. Preferisce concentrarsi sulla scrittura del nuovo album e alla preparazione di quello che sarà il suo primo libro: AUTORITRATTO.

Il 26 febbraio 2004, come annunciato nel cd “LIVE”, esce “AUTORITRATTO“, primo libro di Luca che raccoglie autoritratto carbonipensieri, disegni ed emozioni dell’artista. Dopo la presentazione ufficiale a tv e giornali a marzo presso il “MACRO – Museo di arte contemporanea” di Roma (a cui personesilenziose.it è invitato ad assistere privatamente), prende il via una lunga promozione per le principali librerie italiane e nelle principali emittenti televisive e radiofoniche. Non è tutto. Vista l’attinenza dei capitoli del libro di cui è suddiviso con la carriera artistica e i “momenti storici” di Luca e della sua generazione, nasce “AUTORITRATTO LIVE TOUR” che, dopo le prime 10 tappe nelle principali città italiane (11 se si considera l’anteprima nazionale al teatro di Cagli), per il grande successo, e per il piacere di Luca, si protrae in un lunghissimo tour estivo. Un evento che sicuramente verrà ricordato dai fan di vecchia data per la scelta di una scaletta “indimenticabile” che vede riproposti molti brani del passato che Luca da anni non inseriva nei live.

Nell’autunno 2004, dopo una breve pausa di riposo dal lungo tour, Luca comincia a scrivere le prime bozze che andranno a comporre il nuovo album.

carboni, le band si sciolgono2006: dopo aver ristampato il greatest hits “IL TEMPO DELL’AMORE” in versione dual disc, il 29 settembre esce con il nuovo album d’inediti “LE BAND SI SCIOLGONO”, anticipato l’8 settembre dal singolo “Malinconia”. 2007: Luca inizia il suo nuovo lunghissimo tour legato all’album “LE BAND SI SCIOLGONO”, che parte dal 16 febbraio 2007 e si conclude il 1 ottobre 2007, dopo aver toccato bel tour invernale tre tipologie di location (Club, Teatri e palazzetti) e nella parte estiva le piazze italiane. Il 21 febbraio esce “SEGNI DEL TEMPO“, biografia-intervista a cura di Luca Carboni e Massimo Cotto. Luca alterna date del tour a presentazioni del libro, in molte librerie e centri commerciali italiani. Durante il tour Luca trova il tempo per registrare tre inediti, scritti negli anni 80 per gli Stadio, eLuca Carboni, una rosa per te divenuti per loro colonne portanti del repertorio: “C’E'”, “DENTRO ALLE SCARPE” e “CANZONI ALLA RADIO”. Questi brani andranno a far parte del triplo cofanetto a tema, “UNA ROSA PER TE – 36 canzoni d’amore“, sul mercato il 16 novembre 2007 e anticipato dal singolo “C’E'”, in rotazione radiofonica dal 26ottobre 2007.

carboni, musiche ribelliIl 10 ottobre 2008 in rotazione radiofonica il nuovo singolo “Ho visto anche degli zingari felici”, cover del brano di Claudio Lolli, interpretata insieme a Riccardo Sinigallia, co- zproduttore dell’album. Il singolo annuncia con largo anticipo l’uscita dell’album di cover di brani di cantautori degli anni ’70, “MUSICHE RIBELLI“, nei negozi il 16 gennaio 2009. Luca a voluto accanto a sé nella co-produzione di questo progetto Riccardo Sinigallia. “Anche se ho rispettato la struttura di quei lavori, sentivo la responsabilità di cantare cose non mie e ho cercato un compagno di viaggio”, spiega Luca. Tra gli altri brani presenti nel disco, ‘Raggio di Sole’ di Francesco De Gregori, ‘Venderò’ di Edoardo Bennato, “Vincenzina” di Enzo Jannacci, “Musica ribelle” di Eugenio Finardi e ancora brani di Guccini, Bertoli, Dalla e Battiato. Dal 1 febbraio 2009 a Bagnacavallo (ma ufficialmente il 2 febbraio da Verona) parte il “Musiche ribelli tour”, che lo vedrà impegnato in una sessione invernale di 14 date e in una estiva. Il tour continuerà anche nel 2010, fino a settembre.

Inizia a novembre 2010 la lavorazione al nuovo album registrato tra Bologna e Milano.

A gennaio 2011 fa una breve apparizione nel brano L’elemento umano di Jovanotti, presente nell’album Ora. Il 5 maggio è ospite insieme a Cesare Cremonini al concerto di Jovanotti al Futurshow Station di Casalecchio di Reno (tappa del Lorenzo Live – Ora in Tour 2011-2012) per duettare nel brano Mare mare. A maggio partecipa ad un video organizzato da Legambiente intitolato “Un si per dire no” insieme ai Velvet, Piero Pelù, Eugenio Finardi, Têtes de Bois, Quintorigo e Roy Paci, per la votazione contro il nucleare nei referendum abrogativi di giugno.

Il 13 settembre viene pubblicato l’album di inediti, intitolato “Senza titolo” anticipato dai singoli “Fare le valigie” il 17 giugno e “Cazzo che bello l’amore” il 9 settembre. Gli altri singoli estratti sono “Riccione-Alexander Platz” e “Per tutto il tempo”. Il 17 settembre è di nuovo ospite insieme a Cesare Cremonini al concerto di Jovanotti all’Arena di Verona (tappa del Lorenzo Live – Ora in Tour 2011-2012) per duettare nei brani Mare mare e La mia moto. Il 30 settembre partecipa al Festival O’ Scià a Lampedusa dove esegue una versione unplugged dei nuovi singoli “Fare le valigie” e “Cazzo che bello l’amore” e duetta con Claudio Baglioni in “Mare mare (Bologna-Riccione)” e con Teresa De Sio in “Inno Nazionale”. Il 3 dicembre parte da Senigallia il Senza titolo Tour 2011-2012 e si conclude il 6 ottobre 2012 a Santa Flavia dopo 28 date. L’11 ottobre 2012 viene pubblicato l’album di Freak Antoni “Però quasi” che contiene l’omonimo brano eseguito in duetto con Luca Carboni. Il 30 ottobre viene pubblicato l’album degli Stadio “30 I nostri anni” che contiene il brano “Bella” scritto da Luca Carboni e Fabio Liberatori. Il 13 novembre viene pubblicato l’album tributo a Giorgio Gaber Per Gaber… io ci sono contenente il brano live “Far finta di essere sani” interpretato dal cantante italiano in duetto con Riccardo Sinigallia (la traccia è disponibile solo nell’album in versione digitale). Il triplo album contiene brani di Giorgio Gaber eseguiti da 50 artisti della musica italiana.

Collabora, sempre nel 2013, ad un duetto per il brano “I baci vietati” nell’album dei Perturbazione.

Esce il 6 settembre 2013 “Fisico & Politico“, nuovo singolo di Luca Carboni con ospite Fabri Fibra che anticipa l’uscita dell’album omonimo il 1 ottobre 2013. Sedicesimo album del cantautore, “Fisico & Politico” è un album speciale. Si tratta infatti di una raccolta prodotta e ideata da Michele Canova Iorfida e pubblicata per festeggiare i 30 anni di carriera di Carboni. L’album è formato da 12 brani di cui 3 inediti e 9 già incisi in precedenza dall’artista riproposti in duetto con Tiziano Ferro, Elisa, Jovanotti, Alice, Miguel Bosé, Franco Battiato, Biagio Antonacci, Cesare Cremonini e Samuele Bersani. Gli inediti sono “Fisico & politico”, in duetto con Fabri Fibra, “C’è sempre una canzone” scritto da Luciano Ligabue e “Dimentica” di Carboni stesso. La scelta dei brani è stata affidata agli ospiti.
Fisico & Politico diventa un tour da febbraio 2014 ma, ancora prima, un grande e unico concerto, il 20 dicembre 2013 al Paladozza di Bologna. Un’anteprima speciale del tour con tanti ospiti che, insieme a Luca, festeggeranno i suoi 30 anni di carriera.