La puntata di “Emozioni“, in onda su Rai2 lunedì 25 marzo alle 23.50, sarà dedicata ai trent’anni di carriera degli Stadio. Dietro canzoni famose come “Dimmi che non vuoi morire” e “Un Senso”, portate al successo da Patty Pravo e Vasco Rossi, si nascondono la mano e le musiche del leader degli Stadio Gaetano Curreri.
Proprio con Vasco, Curreri è legato da una lunga amicizia iniziata quasi 40 anni fa, quando insieme componevano le prime note di “Albachiara”. Un’amicizia tale che Vasco Rossi ha fatto con Curreri l’unico duetto della sua carriera, cantando”La faccia delle donne”. Ma se Vasco è stato fondamentale per la formazione di Gaetano Curreri, il vero padre musicale degli Stadio è Lucio Dalla.
L’incontro con Dalla risale agli anni ’70 quando Lucio girovagava per Bologna alla ricerca di nuovi stimoli musicali. In quello stesso periodo tra Dalla e gli Stadio si crea un legame molto forte fatto di nottate passate al pianoforte, grandi scontri e perfino finti licenziamenti. Un legame che via via si rafforza per sfociare in uno degli eventi più importanti della storia musicale italiana: il Banana Republic tour. Accompagnando Dalla gli Stadio riescono ad ottenere una buona visibilità, ma il gruppo non riesce ancora a brillare di luce propria, a causa dell’ingombrante presenza del cantautore bolognese. Ci vorranno circa dieci anni prima che il gruppo cominci a camminare da solo.
Nel frattempo, però, la solidità degli Stadio si fa sempre più forte e Carlo Verdone li contatta per utilizzare le loro canzoni (“Grande figlio di Puttana” e “Chi te l’ha detto?“) e per scrivere le musiche del suo film “Borotalco“, con il quale si  aggiudicano un David di Donatello e un Nastro D’argento per la miglior colonna sonora.
Negli Anni 80, per due volte gli Stadio gareggiano a Sanremo, e per due volte arrivano ultimi: nel 1984 con “Allo Stadio”, e nel 1986 con “Canzoni alla radio”, quando la band si ritrova senza una casa discografica e senza due elementi elementi-chiave del loro line-up: Ricky Portera e Fabio Liberatori, che aveva già lasciato il gruppo l’anno prima (con Sanremo si “rifaranno” più avanti, con degli ottimi piazzamenti nel 1999 (con “Lo Zaino“) e nel 2007 (con “Guardami“).
La riscossa inizia nel 1988, quando Gianni Morandi porta al successo la loro canzone “Chiedi chi erano i Beatles“, e si completa nel 1991 con l’album “Siamo tutti elefanti inventati”. Il singolo estratto dall’album, “Generazione di fenomeni”, viene usata come sigla di coda di una serie tv di successo, “I Ragazzi del muretto“, e diventa presto la prima vera canzone popolare della band – che da allora è formata da Gaetano Curreri, Andrea Fornili, Roberto Drovandi e Giovanni Pezzoli.
Nel 1995 esce “Ballando al buio” che conferma il successo della band. Un successo senza più pause che viene messo a rischio solo nel 2003 dall’ictus che colpisce Gaetano Curreri durante un concerto.
Attraverso le parole di Curreri rivivremo quei momenti e il sorprendente e completo recupero che, di lì a pochi
mesi, lo riporta sul palco con il suo nuovo successo, chiamato, profeticamente, “Sorprendimi“.
Voce narrante di questa puntata di Emozioni sarà proprio Gaetano Curreri leader e memoria storica degli Stadio. Ad arricchire i suoi racconti tante interviste agli altri componenti del gruppo, amici e fan come Carlo Verdone, Ron, Luca Carboni, Max Giusti e Noemi, che deve proprio alla collaborazione di Vasco e Curreri il suo brano “Vuoto a Perdere“.
Molte canzoni della puntata sono state registrate in diretta nel corso dei due “Friendly Gala”, tra Roma e Bologna, con cui gli Stadio hanno “festeggiato” i 30 anni di attività, con invitati “speciali” come Verdone, Morandi, Carboni, Ron, Max Giusti, Sergio Sgrilli, Fabrizio Moro e Noemi.
La realizzazione della puntata è stata possibile anche grazie all’aiuto di Daniele Mignardi, responsabile Comunicazione degli Stadio.

Fonte: Ufficio Stampa Rai