Cari amici di PERSONESILENZIOSE, si scrive oggi una nuova pagina importante della nostra community. Abbiamo il piacere di pubblicare un’intervista esclusiva al grandissimo produttore, arrangiatore e musicista MAURO MALAVASI. Una pagina per noi importantissima in quanto Mauro non ama esporsi più di tanto e molto raramente rilascia interviste. Il nostro INFINITO GRAZIE va a Mauro per questo privilegio ma voglio pubblicamente ringraziare Antonello Giorgi che ha reso possibile tutto questo. Un grande ringraziamento va inoltre a Junto che ha scritto gran parte delle domande. Passiamo all’intervista

  • Vorremmo cominciare subito col chiederti un parere generale e spassionato di questo nuovo album di Luca. Sei soddisfatto del lavoro fatto?

 

Si sono soddisfatto. Credo che, insieme siamo riusciti a dare unità e concept a queste nuove canzoni che nell’insieme raccontano un po’ l’itinerario della vita e delle tensioni nelle quali un uomo della nostra eta’ si imbatte inevitabilmente.

  • Come siete arrivati a tornare al lavoro insieme, è stato Luca a chiamarti appositamente per una nuova collaborazione?

 

Un po’ cosi’ ed un po’ casualmente .. non ci siamo mai persi di vista.

  • Morandi, Dalla, Pavarotti, Carboni, Nannini, Antonacci, Bocelli e altri ancora: wikipedia riporta una stima pari a circa 100 milioni di copie vendute con la tua firma alla produzione. Puoi confermare su per giù questo dato?

 

Si, confermo.

  • La vostra collaborazione in Italia è iniziata col botto, con quell’ album Carboni del ’92 che ha spopolato raggiungendo la bellezza di tre dischi di platino per l’altissimo numero di vendite:puoi raccontarci in breve quel periodo di successo per voi e se hai da raccontare un aneddoto riguardo il lavoro svolto insieme, o un brano di quell’ album in particolare?

 

In quegli anni io ero in piena attività operativa e lavoravo moltissimo. Dell’officina bolognese Luca era la novità più trasversale. Io personalmente ho sempre avuto una certa predilezione per le cose non omologate e Luca sicuramente lo era. La semplicità, la leggerezza e al contempo la precisione e profondità erano sicuramente motivo di un qualcosa di fresco e nuovo. Nella canzone MARE MARE ad esempio Luca mi chiese di suonare il rif con la tromba; da li poi insieme e improvvisando abbiamo finito la canzone che non aveva ancora una forma definitiva.

  • Carboni, Diario Carboni, Mondo, Carovana: qual è stato per voi il lavoro più lungo o più difficile da portare avanti e quale invece il più amato. Molti considerano il periodo di maggior ispirazione per Luca coincidente con quello che vedeva te al timone della produzione:sei d’accordo? Hai seguito Luca anche nelle produzioni successive?

 

Diciamo che finchè abbiamo lavorato assieme le cose sono avvenute con molta naturalezza poiche’ sia la nostra intenzione spirituale che la complementarieta’ dei ruoli facevano si che le cose avvenissero con una certa spontaneità. Poi avviene che, come in molti casi, certe altre produzioni di successo ti portano via e nello stesso tempo l’artista ha anche bisogno di cercare e sperimentare strade nuove.

  • Quale brano di “Senza Titolo” ti ha soddisfatto di più come prodotto finale e quale invece col senno di poi avresti modificato dal punto di vista del tuo lavoro.

 

Il percorso del disco per me e’ buono tutto perché questa è la cosa a cui personalmente tenevo di più. Incredibilmente il pezzo che abbiamo improvvisato in dieci minuti, a disco finito, su richiesta di iTunes, Il Fiume, mi piace molto.

  • Quanto hai messo di tuo e quanto hai lasciato della pre-produzione di Luca?

 

Della pre-produzione di Luca ho salvato tutto cio’ che ho ritenuto vitale in termini di creazione del mood e del senso del testo della canzone. Il resto è una mia libera interpretazione cercando di servire la canzone e di renderla  il più possibile aperta e chiara.

  • Ho notato l’uso di suoni, in fatto di batteria elettronica, molto vintage (vedi le vecchie Roland TR808 e 909): amore del passato o voglia di riproporre quei suoni?

 

E’ solo un gioco. Quando i suoni si rincorrono e giocano tra di loro per me non c’e’ vintage o moderno. Per me la musica e la vita sono un fatto arcaico, ma sempre nuovo.

  • Nelle canzoni “Per tutto il tempo” e “Senza strade” hai usato lo stesso timbro di batteria elettronica, sembra quasi lo stesso groove? Come mai?

 

Perché è stata una scelta acustica di Luca che mi piaceva.

  • Così come Luca, anche i fans carboniani nutrono una grande stima nei tuoi confronti tanto che spesso si ricordava in termini leggendari il duo Carboni-Malavasi. Pensi che in futuro si possa re-instaurare stabilmente questa collaborazione?

 

Io stimo Luca come persona e se le sue intenzioni artistiche sono in sintonia anche con le mie e’ sempre tutto possibile.

Spero che Luca continui ad andare per la strada che e’ sua e solo sua, senza guardarsi intorno alle mode o ai percorsi consigliati  perché, come lui ben dice: “non finisce mica il mondo dove finiscono le strade“. M.M.