In questi ultimi mesi abbiamo letto dai giornali e dai tweet di Luca di un nuovo album in primavera, di giornate in studio per “buttare giù qualche nuova idea”. Ma come stanno davvero le cose? Lo abbiamo chiesto direttamente a Luca Carboni in questa intervista-regalo di Natale.

Buona lettura.

Ciao Luca,innanzi tutto a nome di tutte le persone silenziose ti rinnoviamo gli auguri per questo traguardo dei 50 anni che su tutti i vari social network sono stati celebrati da tantissimi fans e abbiamo visto che hai gradito.
“Si, ho gradito e voglio ringraziare davvero tutti!!!”

Ci facciamo un po’ gli affari tuoi:come l’hai festeggiato questo compleanno?
“L’ho festeggiato in maniera semplice come tutti gli altri miei compleanni, sull’appennino bolognese con familiari ed amici! Io non ho mai amato, fin da bambino, dare enfasi ed importanza a questa ricorrenza, anche se il numero questa volta fa una certa impressione!”

Abbiamo visto che qualche collega ti ha fatto gli auguri pubblicamente come Lorenzo. Hai ricevuto anche degli auguri che non ti aspettavi?Chi ti ha fatto gli auguri in maniera più originale?
“Tantissimi! Debbo dire che il traguardo dei cinquant’anni ha impressionato davvero anche tanti colleghi! Non ho mai ricevuto tante telefonate e sms da parte di colleghi e di chi sta nel mondo musicale, come quest’anno! Non li cito perchè sono tantissimi. Naturalmente mi ha fatto molto piacere.”

I numeri dicono:50 anni, 10 album d’inediti pubblicati, 4 raccolte, 1 album di cover e fra poco più di un anno il tuo primo album “Intanto Dustin Hoffman..” compirà la bellezza di 30 anni. Il tuo bilancio personale……
“A me non capita mai di guardare molto indietro e fare bilanci, tanto più che questi numeri a bruciapelo non li saprei nemmeno dire!!! Certo, sono consapevole che sono passati (velocemente) tanti anni ed ho realizzato molte cose ma la tensione è rivolta sempre al presente ed al futuro, alle idee che mi vengono e che desidero realizzare e che come ho spesso raccontato, in questo periodo della mia vita, non sono solo nel campo musicale.
Mi sto appassionando sempre di più al lavoro del legno, al ricilare materiali, ad un certo tipo di design, oltre che al disegno ed alla pittura. Mi piace l’idea che la creatività si possa esprimere anche in una dimensione molto più intima e personale, sganciata dal meccanismo del successo e dei grandi numeri… Comunque vi terrò aggiornati, mi piace l’idea di pubblicare sul nuovo sito anche le opere “non musicali” che realizzo… Debbo dire che in tutta la mia vita non ho mai lavorato tanto come in questi ultimi anni! Su tutti i fronti! Sto scrivendo cose che mi piacciono e soprattutto, sono molto entusiasta del nuovo progetto discografico che da Gennaio comincerò a registrare!

Molti di noi all’interno di Personesilenziose hanno vissuto dall’inizio la tua evoluzione di uomo e di artista. Dicci in maniera spassionata: com’è cambiato Luca Carboni dal punto di vista artistico dal 1983 ad oggi?
“Difficile rispondere in maniera spassionata…E’ una cosa sulla quale rifletto davvero molto poco. Dal punto di vista artistico, evidentemente sono cambiato molto e poco allo stesso tempo, visto che tanti oggi mi considerano semplicemente un “vecchio cantautore”. Ogni passo dal 1984 ad oggi é stato figlio di quello che sentivo in quel momento, dell’istinto, ma anche della ricerca. “INTANTO DUSTIN…” é profondamente diverso da FOREVER scritto appena un anno dopo. “ CARBONI “ quasi all’ opposto di “PERSONE SILENZIOSE” anche se come periodo erano molto vicini! “LE BAND SI SCIOLGONO” sembra lontano da “SENZA TITOLO” , però l’insieme di tutti questi lavori raccontano effettivamente quello che sono e che sono stato.
Tutto però deve sempre fare i conti con il tempo in cui si vive e in cui escono gli album, non sempre quello che cerca un artista coincide con quello che cerca la gente, i media, il mondo. “MUSICHE RIBELLI”, per esempio, per me è ancora oggi un disco pazzesco, un’esperimento importante… Ma per chi mi segue magari no, magari perchè non l’ho scritto io… Ma quando canto “LA CASA DI HILDE” mi sembra davvero che sia mia!!! Forse, per quanto ci siano evoluzione e cambiamenti (e ci sono indubbiamente stati!), un autore si discosta molto meno di quello che crede dal linguaggio che sente profondamente, che gli appartiene e che lo caratterizza.

Nello specifico, nel modo di lavorare, nel rapporto con i tuoi collaboratori e nel rapportarti al tuo lavoro che tipo di evoluzione c’è stata da quando eri agli esordi ad oggi?
“Il modo di lavorare è indubbiamente cambiato anche tecnicamente. Cambiò in modo profondo nel 1986 mentre preparavo LUCA CARBONI, perchè cominciammo per la prima volta a realizzare i demotape dei brani col computer al posto della band e dei musicisti! Da lì in poi ho sempre lavorato in questo modo più solitario ed “intimo” per realizzare i miei “demo” dopo la fase di scrittura. L’unica eccezione fu l’album MONDO: in quel caso rimanemmo chiusi un paio di mesi con tutta la band nel CLOCK’ studio di Mauro Malavasi già nella fase di prime stesure e scrittura dei pezzi. Naturalmente ci sono state di recente tante trasformanzioni complesse sul modo di realizzare, fruire e comunicare la musica, oggi si può registrare completamente un album facendo suonare i musicisti ognuno a casa loro, nelle proprie città, continenti, via internet, mixarlo , masterizzarlo, senza incontrasi mai!!!Non è il mio caso per ora! Non c’è una regola ma di solito ho sempre cercato di portare, da solo, i brani molto vicini a come dovevano essere di arrangiamento, già nei miei demo. Poi naturalmente in studio con musicisti e il produttore tanti elementi possono cambiare!


Di pari passo ovviamente al Carboni artista cresceva anche Luca, il ragazzo che un tempo faceva il commesso al negozio di scarpe, ha trovato poi il successo nella musica, si è creato una famiglia e ora è diventato una persona adulta affermata che ha trovato un certo equilibrio a 360 gradi. Quali sono le differenze tra il Luca di adesso e quel ragazzo che un giorno si fece notare dal grande Lucio Dalla?
“All’epoca avevo 19 anni, adesso 50!!! Già ci fu un grandissimo cambiamento già dai 19 anni ai 21 perchè, come ho spesso raccontato, quando ho conosciuto Lucio e gli Stadio credevo ancora nel futuro della mia band TEOBALDI ROCK e non pensavo nè desideravo cantare, tantomeno diventare un cantautore! Poi quando è arrivato il buon successo del primo album, ho vissuto un altro grosso cambiamento! L’essere riconosciuto per strada, trovare tanti ragazzi e ragazze fuori dalla porta di casa (vivevo ancora con i miei genitori), non avere un angolo per vivere normalmente se non nascondendosi…Ma soprattutto quello che ti succede dentro: i dubbi, le incertezze, il sentirsi proiettato, in un secondo, in un mondo più grande di te, in meccanismi che non conosci, gli entusiasmi, le paure… Tutto veniva vissuto e sentito all’ennesima potenza! Non che non fossi contento, anzi mi ha sempre dato forza, proprio la consapevolezza di potere vivere di musica, di potere raccontare… Anche le fragilità. Poi ne sono successe veramente tante di cose, però, come dico spesso, il Luca di allora non è tanto diverso nello spirito dal Luca di adesso. Non mi sono mai sentito arrivato… Anche oggi seguo l’istinto, mi butto con passione nel realizzare le idee che mi vengono, anche adesso vivo una continua inquietudine che mi spinge a cercare, a creare in diverse direzioni. Anche adesso mi sento pronto a grandi cambiamenti. Anche adesso spesso mi accorgo di guardare il mondo con gli occhi del bambino.”

Molti pensano che i cambiamenti nella tua vita avvenuti nel tempo (come può essere stato per esempio la nascita di tuo figlio) abbiano influenzato le tue produzioni, a livello soprattutto di contenuti, dei testi, siano stati come uno spartiacque nella tua carriera. Sei d’accordo?
“Certo. Tantissimo di me, come è logico entra in quello che scrivo. La nascita di mio figlio è stato sicuramente un altro grande cambiamento. Una nuova fase della vita. Da quel momento ho sentito l’esigenza di prendere più tempo, di farmi un pò da parte nella dimensione pubblica, di essere meno in giro (tour all’estero, promozione, tv, etc) e di mettere più tempo su nuove cose come il disegno, la pittura.

Guardando dentro di te, oggi, rispetto a qualche anno fa, la musica è sempre al centro della tua vita o hai trovato altri interessi, altre idee che ti hanno “distratto” dal fare musica come la facevi 20 anni fa oppure nulla è cambiato?
“Come dicevo ho altri interessi ma sempre nel campo della creatività! La musica rimane inevitabilmente al centro della mia creatività, come sempre. Basta sentire in radio un brano (non mio) che mi emoziona, per sentire lo stimolo di correre al pianoforte e scrivere! Quando “entro” in un nuovo album mi dimentico di tutto e lo vivo profondamente con grande passione, urgenza e trasporto!”


C’eravamo lasciati in quel di Senigallia, con il Senza Titolo Tour in partenza e il nostro incontro video che spero tu abbia gradito, un esperimento che volevamo fare e di cui siamo orgogliosi. C’erano 7-8 date invernali in programma, un paio a dicembre purtroppo annullate e l’augurio di un bel tour primaverile-estivo che poi è slittato ripetutamente. Il tour estivo è poi partito a fine luglio inizio agosto. Tutto il contorno di quest’album ha avuto un iter un po’ tortuoso, i fans erano rimasti spiazzati anche dall’assenza di notizie. Dicci la tua su cos’è successo.
“Semplice. Questo e’ stato l’anno in cui per la prima volta si è sentita forte la “crisi” nel live. I promoter locali hanno rimesso tantissimi soldi organizzando concerti! Sono stati pochi i tour che sono andati veramente bene!
Quando ho capito che trovavano rischioso economicamente fare il tour così come lo avevo in mente e avendo già toccato le città più grandi che erano andate bene, a malincuore, ho preferito non forzare.”

La voglia di un grande evento in assenza di notizie del tour estivo è stata una soluzione pensata e caldeggiata da tantissimi fans che in quel di aprile-maggio hanno invaso i social network sponsorizzando un concerto-evento unico che avrebbero voluto tu facessi. (il Luca Carboni Day n.d.r.) A distanza di mesi, a coloro che aspettavano e speravano in questa possibilità cosa puoi dire?
“ Non ero pronto…Magari dopo il prossimo album, per festeggiare i trent’anni di musica…”

Abbiamo parlato di passato, veniamo al futuro. La notizia del momento per quanto riguarda noi è la tua  dichiarazione di un album in lavorazione che dovrebbe uscire in primavera. Sebbene sia ancora presto e magari non vuoi scoprire le carte in tavole, puoi anticiparci se sarà un album d’inediti o una raccolta? I tempi rispetto a Senza Titolo ci sembrano molto brevi!!
“ Sono al lavoro già da un pò! A Gennaio cominceremo le registrazioni. Non so ancora quando sarà pronto! Posso solo dire che penso sarà un bella sorpresa !!!

Il percorso di questo album in fatto di sonorità e arrangiamenti è un continuum di Senza Titolo o c’è qualche svolta, sorprese che dobbiamo attenderci?
“Come al solito, ogni album è un nuovo esperimento! Ci saranno delle sorprese!

Regalaci una chicca, un titolo di un brano o comunque un’anticipazione: ce la meritiamo!! 
“Tra un pò, nel nuovo anno vi racconterò di più!!!

Per finire vuoi mandare un messaggio a tutti i tuoi fans che ti seguono sempre fedeli e ti sostengono sempre e comunque?
“ Un abbraccio a tutti, ci risentiamo presto con un pò di novità!
Buon Natale a tutti.”