Le radici di Boiano affondano nel tempo ma molto spesso gli storici hanno eseguito una distorsione dei fatti che non sempre facilita la ricostruzione storica delle origini e dello sviluppo di questa città. Gli storici hanno offuscato a volte lo splendore della città di Bovianum per esaltare la gloria, non sempre meritata, dei Romani. La luce che splende quindi su di essa è spesso velata dall'esaltazione della grandezza di Roma. Anche quando i Romani celebrano la potenza di Boiano è solo per sottolinearne la piccolezza in confronto alla mitica Roma, che alla fine è riuscita a prevalere su di essa. Il nome di Bovianum comunque compare in molti scritti storici siano essi greci o latini e certo è che Boiano è stata la capitale dei Pentri, tribù e ossatura dei Sanniti. Rileggendo la storia dei Sanniti allora si ricostruisce anche la storia di Boiano e viceversa. Fra tutti gli storici che hanno narrato le vicende dei Sanniti e delle loro controversie con i Romani, Tito Livio è sicuramente colui il quale ha curato con maggiore dovizia i particolari della vicenda. Le guerre sannitiche, avvenute nel IV secolo A.C. hanno coinvolto direttamente e non la città di Boiano. Le due potenze, un tempo legate da patto di reciproco aiuto in caso di bisogno, si accorsero di non poter essere in due a contendersi la guida dei popoli della penisola e le loro sorti. Dalle guerre sannitiche i Romani uscirono vittoriosi e nel successivo periodo di relativa calma essi cercarono di consolidare il proprio dominio. La storia di Boiano coincide a grandi linee con la storia dei Sanniti la quale merita particolare attenzione e approfondimenti, che le sono stati dedicati da Mario Campanella nell'interessante documento: " Boiano tra storia e cultura popolare" alla cui lettura si rimanda per maggiori dettagli e precisazioni. Lo sforzo nel ricostruire la nascita di una città e il suo sviluppo è stato notevole e lodevole.
Boiano fu la sede di una delle diocesi più vecchie d'Italia, basti pensare che nel 1700 circa, c'erano 23 chiese con 35 sacerdoti con una popolazione di appena 1500 abitanti circa!
Il centro abitato si distingue in due aree distinte abbastanza nettamente ma senza soluzione di continuità: il centro storico, abbarbicato sulle pendici del Matese, e la Bojano nuova, costruita nella piana. Lungo il tracciato dell'attuale Corso Umberto passa il tratturo Pescasseroli-Candela. Nell'architettura attuale sono poche le tracce del suo passato nelle epoche sannita e romana (si possono vedere resti di fortificazioni sannitiche sul Monte Crocella e l'imponente decumano romano di epoca imperiale a lato del corso del Calderari, ma per la quasi totalità l'abitato romano e sannita si trova al di sotto dell'attuale livello della città e non è stato oggetto di scavo), mentre notevoli sono le testimonianze della storia cristiana. Essendo stata sede una delle prime diocesi cristiane, forse addirittura risalente a tempi apostolici, la cittadina può contare circa quarante chiese divise in sei parrocchie. La Cattedrale dedicata a San Bartolomeo risale all'XI secolo (probabilmente costruita su una precedente chiesa cattedrale o frutto di un suo ampliamento) ma è stata più volte distrutta da eventi naturali (terremoti, alluvioni) o bellici. Interessante l'abside normanno, nella cripta al di sotto dell'altare attuale, esempio unico di un particolare simbolismo che lo vedeva edificato su una sorgente. Le mura perimetrali usano materiali di recupero di epoca romane e le numerose ricostruzioni sono evidenti quando si osserva il vecchio portale di ingresso, murato in quella che è attualmente una parete laterale. Notevoli i dipinti di Gioia e i recenti affreschi.
Presso la chiesa dei Santi Erasmo e Martino (Sito parrocchiale: Santi Erasmo e Martino) sono custoditi frammenti di opere romaniche; importanti sono il portale gotico e le tre bifore della facciata, una delle quali contiene una figura umana che mantiene in mano una corda che gli scavalca il corpo.
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