Ieri, nella sua pagina facebook ufficiale, Roberto Drovandi, bassista degli STADIO, ricorda l’incontro con Luca Carboni, avvenuto già ai tempi dell’album FOREVER.

Ecco il suo bel ricordo:

“Nella vita devi trovarti al posto giusto nel momento giusto.
La bravura nel mio caso é relativa, la fortuna ha avuto la meglio.

Quando ho incontrato Luca per la prima volta avevo circa 18 anni, avevo fatto già alle spalle alcune esperienze professionali come Paolo Conte, Marco Ferradini e un paio di orchestre, suonavo regolarmente con un gruppo nei locali per guadagnare qualche soldo per comprarmi strumentazione e mantenermi il vizio delle sigarette.

Incontrai un amico e tastierista con cui avevo suonato nel tour di Paolo Conte “Appunti di Viaggio” e mi disse che questo nuovo cantautore bolognese che cantava un po’ alla “Vasco” Rossi, stava cercando un bassista per il suo tour e mi scattò subito l’interesse.
Giancarlo Venturoli mi presentò e ci accordammo per un provino.
Così andai al nostro primo incontro tenutosi nella cantina, dove suonava con il suo gruppo di allora: i Teobaldi Rock, in via Cesare Battisti, e scattò immediatamente il feeling giusto.

Provammo qualche brano insieme, credo un “Ci stiamo sbagliando ragazzi” e un’altro paio di canzoni del suo album, per vedere come andavo e se ero in grado di accompagnarlo con lui il suo batterista e amico Antonello Giorgi che rimase molto colpito.
Ok mi disse, abbiamo un concerto a Trieste e ci dobbiamo preparare per fare lo spettacolo. Così iniziammo le prove e un’avventura che durò fino al 1990, anno in cui poi incontrai Gaetano e Giovanni.

Ho stampato in mente un aneddoto di Luca mentre mi viene a prendere con il suo “Pallas”, un vecchio e bellissimo modello della Citroen.

Quel giorno nevicava di brutto e io abitavo in un luogo sperduto a Bologna, in una zona militare tipo campagna, con una strada sterrata da percorrere per un paio di km e mi ricordo nitidamente in mezzo alla neve io e Luca a caricare il mio Acustic, una bestia di amplificatore che stava al pelo nei sedili dietro di questa macchina molto capiente.

Fu molto cortese, anche perché ero ancora senza patente ed era anche l’unico con una macchina così grossa. Diventammo subito amici.

Il primo concerto di Luca andò molto bene, peccato che c’erano presenti 39 paganti! Suonammo alla rocca di Trieste dove avevo suonato con Conte ed era ovviamente pieno, ma Luca non si perse d’animo come giusto che sia e il tempo gli ha dato ragione.
…Sarà un uomo.”