Intervista ad Antonello Giorgi

Con Luca sin dai tempi dei Teobaldi Rock. Un amico, un grande musicista
Ciao Antonello. Grazie innanzitutto per aver accettato di fare questa mini-intervista per noi. Amico legatissimo Luca in primis, nonchè batterista dei Teobaldi Rock prima, e attuale batterista ora. La tua carriera ormai dura da anni.. ma come nasce Antonello giorgi come musicista? Quali studi hai fatto? Quale è stato il tuo primo “momento importante” in cui hai sentito di essere entrato nella categoria “musicisti”?
Devo tutto a Luca perché con lui e altri amici fondammo i Teobaldi Rock e poi perché dopo i Teobaldi sempre Luca ha creduto nel mio talento ed in seguito ho avuto il privilegio di accompagnarlo nella suas trepitosa carriera. Ho studiato la “tecnica” dello strumento con due batteristi per parecchi anni ma quello che è contato è essere riuscito ad esternare la mia musicalità attraverso lo studio tecnico (la batteria è uno strumento difficile da suonare ma ancora più difficile da capire).La vera svolta da musicista l’ho avuta conoscendo professionalmente Mauro Malavasi (Produttore di Luca)… Ho capito cosa fa la “differenza” quando si suona.
Hai avuto modelli di batteristi con cui sei cresciuto o ispirato?
Soprattutto i batteristi “melodici” di feeling : Steve Gadd n°1 , Stuart Coppeland, Jeff Porcaro… in Italia Tullio De Piscopo, ma ti voglio evidenziare anche un bassista indimenticabile! Jaco Pastorius.
Oltre a Luca (chiaramente) quali sono gli artisti italiani che apprezzi maggiormente? E stranieri? Hai mai
collaborato con altri artisti?
Non ho mai collaborato con altri artisti, amo moltissimo la musica italiana d’autore tre nomi… e non me ne vogliano gli altri… : Pino Daniele, Lucio Battisti, Lucio Dalla. Ho amato da piccolo il beat italiano dei così detti allora Complessi, il progressive della PFM, i Police, Donald Fagen, Weather Report.. etc…etc.Sicuramente dal vivo il musicista esprime meglio la sua musicalità e vitalità, ma tu preferisci lavorare in
studio o suonare dal vivo?

Lavorare in studio è un privilegio assoluto, perché le cose che suoni ed incidi rimangono per sempre e anche perché l’artista in quel momento è al massimo della creatività e ti stimola in modo unico: se penso alla batteria di Inno Nazionale, di Le ragazze, di Virtuale “acoustic version” e di un nuovo brano del disco… senti un espressività particolare che solo in quei momenti nasce così.
Il live è la mia dimensione naturale… la mia “casa” è impossibile spiegarti le sensazioni magnifiche che provo sul palco.

Come vivi i momenti in cui Luca vi presenta una nuova canzone che ha scritto?

Ti confesso che sono sempre molto emozionato.

Luca ti chiede consigli come musicista o preferisce fare ciò che sente lui?
E’ un lavoro di sinergie, a volte sì, a volte no, ci capiamo sempre al volo.

Che rapporto esiste tra te e Luca? Durante i tour siamo abituati a vedervi come una cosa sola, dove c’è lui ci sei anche tu. Come è nata la vostra amicizia?
E’ una domanda alla quale rispondere diventerebbe riduttivo.

Per un lasso di tempo Luca ha avuto batteristi diversi, poi, con il tour Mondo, sei tornato nel gruppo per non uscirne più. Come mai prima di quella data non eri con Luca?
Puntualizzo… non suonai il tour del ‘92 ma feci la promozione televisiva del lancio dell’album e il mitico video di Fisico Bestiale, ma fino ad allora c’ero sempre io.

C’è un buon rapporto tra voi musicisti della band? Con chi sei più in sintonia?
Ottimo rapporto con tutti loro da anni; I ragazzi che suonano con noi sono musicisti unici, Mauro …”Il Patch” è quello col quale ho condiviso più Km e polvere di palco in tutti questi anni. Non mi immaginerei mai di salire sul palco e non sentire il suo chitarrismo, Ignazio è il miglior bassista che io abbia mai conosciuto,Vincenzo è un chitarrista straordinario, è giovanissimo ma ha già la facilità di un veterano, Fabio è… il maestro Fabio Anastasi, suona come Keith Jarrett quando mette le mani sul pianoforte mi fa venire i brividi ha un “tocco”e una sensibilità musicale unica, non a caso è anche un grande compositore di colonne sonore…..e notizia in Anteprima Luca ed io abbiamo prodotto in questi giorni un suo album strumentale che uscirà prossimamente.

Ti riconosci anche tu nei testi che Luca scrive?
Più di qualsiasi altra persona silenziosa e non…

Credo che ognuno di noi, per un motivo o un altro sia più legato ad una canzone piuttosto che un’altra; a quale sei più affezionato e perchè?
“Ci stiamo sbagliando” che io affettuosamente chiamo Rio, quel brano e quel disco sono avvolti da una magia unica; “Sarà un uomo” che mi dedicò ad un concerto di un lontano ‘85 per un momento estremamente importante della mia vita (diventavo Papà). “Siamo le stelle del cielo” secondo me è una delle canzoni più belle che ha scritto nella sua carriera… E’ un capolavoro!

Qual è il tour che ricordi con più piacere e perchè?!

Mi metti in imbarazzo sono ricordi meravigliosi ed indelebili tutti… Comunque “Autoritratto Live”.

Cosa fa Antonello quando non c’è un tour o un lavoro in studio?
Lavoro alle faccende di management che riguardano la nostra attività.

Grazie di tutto carissimo Anto, speriamo tutti ri rivederti… ma
soprattutto.. di riascoltarti presto!

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