Intervista a Luca: Le Band Si Sciolgono (trascrizione)

Questa intervista è la trascrizione dell’AUDIO INTERVISTA che troverete QUI .

Grazie a Junto per la paziente trascrizione.

Parlando di Malinconia, il primo singolo uscito dal tuo nuovo album, vorrei chiederti se sei un tipo malinconico e se sì, qual’è la cosa che ti rende più malinconico.
Questa canzone nasce proprio dalla voglia di raccontare cos’è la malinconia,come ho raccontato spesso credo di essere un tipo malinconico,la malinconia per me è quella che racconto nel testo,cioè sono malinconico nei momenti in cui mi trovo a riflettere un po’ sulla vita,a sentire anche gli stimoli di analizzare le cose,e poi subito dopo di volerle anche raccontare,quindi per me la malinconia è questo stato d’animo che ti fa essere dentro la realtà ma vagare con la mente e soprattutto con l’anima anche un po’ distante dalla realtà per volerla quasi sorvolare e osservare dall’alto e anche osservare la propria vita e quella delle persone vicine a te,quindi è uno stato d’animo abbastanza complesso che secondo me però non è mai tristezza.Io credo che lo si vede già dai bambini,quali sono i caratteri più malinconici e i caratteri invece più estroversi,sicuramente il bambino che apparentemente sembra più riflessivo,il bambino che riesce a concentrarsi più sul gioco senza essere scalmanato fisicamente è il bambino malinconico,io credo che anch’io da bambino pur avendo avuto tanta voglia di giocare,di giocare a pallone,a giochi che impegnassero il fisico,sia anche stato un bambino molto riflessivo,che amava anche tanti giochi riflessivi…

 

Ritrovo molte similarità tra il nuovo album e Forever. C’è stata una maturazione netta, chiaro, ma mi sembra che certi arrangiamenti si colleghino a quelli del disco del 1985. E’ così? C’è stata questa volontà di collegarsi ad arrangiamenti di quel tipo o il risultato è stato più “casuale”?
P.S. Complimenti per il tuo disco, intenso, raffinato, emozionante.
Diciamo che io avevo delle idee su questo disco,delle aspettative mie,delle idee di suoni,la voglia appunto di giocare con l’elettronica ,pur con dei pezzi che sono molto semplici,che escono dall’anima,però mi piaceva che l’atmosfera sotto delle musiche fosse anche un po’ con lo sguardo rivolto verso il futuro non tanto nell’ottica di essere moderni ma mi piaceva che avesse una certa spazialità e anche una proiezione un po’ da colonna sonora particolare,forse legato a Forever può esserci,(anche se io non l’ho cercato) soprattutto nelle atmosfere che ci sono in Sarà un uomo,i giochi ironici di Sexy,e più che altro di Solarium che erano appunto canzoni che giocavano a prendere un po’ l’altra musica degli anni ’80 che c’era in quel momento,quindi in questo album avendo fatto un viaggio che fa delle citazioni anche degli anni ’80,forse certe atmosfere del mio album dell’85 che era quello si suonato acusticamente ma con molti elementi elettronici dentro anche se a livello primordiale,le prime batterie programmate che c’erano,ecco forse c’è qualche contatto tra i suoni,forse c’è come dicevo prima l’atmosfera di Sarà un uomo,a me Sarà un uomo mi fa venire in mente molto Segni del tempo,anche se sono due canzoni molto diverse,e stavo proprio pensando in questi giorni di metterle anche vicine nel concerto proprio per raccontare dal vivo questo ponte che c’è tra Forever e questo album però il tutto non è stato voluto,diciamo che sono cose che sto scoprendo anch’io adesso andando a pensare al concerto e andando a pensare come queste canzoni (quelle di Le band si sciolgono n.d.r.) possano stare vicino a quelle del passato.

 

Ascoltando questo disco a dir poco bellissimo salta subito all’orecchio un particolare:il brano “Malinconia” è insieme a “La mia isola” l’unico brano statico dal punto di vista del testo con la descrizione di due tuoi stati d’animo ricorrenti mentre le altre 7 canzoni sono dinamiche perchè raccontano della visione di vita nel passato,presente e futuro. Malinconia anche dal punto di vista musicale si differenzia dagli altri brani poiché è decisamente il brano più strumentale dell’album nel quale incide meno l’elettronica che in tutto il disco la fa da padrona (compreso ne “La mia isola”). Possiamo dire che Malinconia è il vero gancio che unisce il Luca passato e quello di oggi sotto tutti i punti di vista? E’ stata per caso la prima canzone che hai scritto e messo in musica del nuovo album?
E’ stata una delle prime ma non la prima,diciamo che se non ricordo male le due canzoni citate nella domanda sono nate molto vicine tra di loro:La mia isola e Malinconia sono nate vicine,però stranamente anche Le band,cioè le ho scritte più o meno negli stessi giorni,le prime due più simili tra loro mentre Le Band molto differente nell’arrangiamento ma non nella sua natura iniziale…..secondo me,per il discorso di staticità,forse sono delle canzoni che raccontano di più uno stato d’animo,hanno la voglia di raccontare non una storia,ma descrivere uno stato d’animo,però poi questo discorso potrebbe essere vero anche per Ci si dimentica,quindi da questo punto di vista posso anche essere d’accordo sul fatto che Malinconia,La mia isola e una parte di Ci si dimentica siano più statiche,raccontano uno stato d’animo mentre invece le altre canzoni hanno dei flash più dinamici,Segni del tempo ha tanti concetti dentro,anche Sto pensando ha tanti mondi diversi che entrano dentro,quindi forse in questo senso sono più dinamiche.

 

Nella canzone “Lampo di vita” c’è un ipotetico dialogo con una ragazza. Questa ragazza e ideale o reale? Da una mia impressione questa canzone sembra avvicinarsi un pò a “Silvia lo sai”. Ti riferisci alla stessa ragazza?
Ma guarda,è una storia un po’ strana anche per me,perché questa canzone nasce da un’idea che mi è arrivata da Saverio Grandi e dalla musica di Gaetano Curreri e quindi è una canzone che è nata in un modo del tutto diverso dalle altre perché mi è stata ispirata da questa musica ma non solo,anche dal fatto che Saverio aveva messo sopra alcune frasi,che praticamente erano una parte delle frasi che io ho ottenuto,cioè l’idea di raccontare “chissà dov’è finito il mio vecchio amore” era un po’ l’idea iniziale,che c’era già dentro questa musica che mi avevano portato. Siccome mi piace molto usare le musiche degli altri ma a patto che il testo venga fuori da me,altrimenti non lo riesco a cantare,partendo da questo concetto ho riscritto una canzone nuova mantenendo quell’idea di storia però rivedendola completamente da capo,riscrivendola da capo,e in questa canzone in realtà,la ragazza di cui parlo da un certo punto di vista è immaginaria,cioè è un po’ un personaggio tipo Silvia lo sai, come qualcuno ha notato:diciamo una parte è immaginaria,una parte si rifà ad una persona che effettivamente ho conosciuto,quindi si uniscono la realtà e la fantasia…..però è una canzone che è nata cosi perché c’era già un input che mi faceva capire che il bello di questa canzone sarebbe stato raccontare quel tipo di storia lì e questo input me l’ha dato Saverio.

 

La domanda che vorrei farti è un pò viscerale.
Per comporre i testi di questo tuo ultimo lavoro, sei partito da stati d’animo che ti hanno fatto trovare prima una melodia o prima delle parole? Cioè, sei partito dalla musica o dai testi in questo ultimo lavoro?
Come racconto sempre il mio modo di scrivere è più o meno sempre lo stesso,cioè ho bisogno prima di avere una musica,di scrivere questa musica e questa melodia poi mi tira fuori le parole,che poi non è detto che non ci fossero già,cioè in questi 5 anni in cui io non ho scritto quasi nessuna canzone,a parte Settembre,in realtà forse queste frasi sono maturate dentro,sono tanti pensieri, alla fine i testi sono i tuoi pensieri dei quali nel tempo si sedimenta qualcosa e rimane l’essenza di un pensiero, di un concetto e poi quando trovi la musica giusta, tutti questi pensieri , questi concetti,o meglio la punta dell’iceberg di quello che hai vissuto e pensato si traduce in un attimo e grazie alla musica viene fuori naturalmente, però è sempre prima la musica a crearmi la base su cui appoggiare queste parole, se non ci fosse un’idea musicale,una melodia,una metrica, le parole uscirebbero libere e quindi anche le frasi sarebbero diverse.

 

Riassumo tre domande incentrate sui video:

*Piccola curiosità: ” i due video già pronti (Sto pensando – la mia isola) saranno anche i prossimi singoli ? O ci dobbiamo aspettare l’uscita di un altro video per esempio della bellissima Lampo di vita ? “grazie!!

*Amatissimo Luca, innanzitutto grazie per essere la colonna sonora della mia vita, sei fantastico.
Ho una curiosità: il tuo alter ego in cartone animato è bellissimo, sicuramente una trovata geniale che apprezzo molto, ma c’è forse sotto anche una voglia di nascondersi legata al tuo carattere, ai tuoi stati d’animo? E se è così, nascondersi da cosa? Per me sei sempre bellissimo!

*La mia domanda è questa: i video che hai realizzato sono veramente belli, l’idea del cartone animato secondo me è carina, sono curiosa di sapere se li hai fatti vedere anche a tuo figlio Samuele, perchè il mio bambino Samuele di tre anni li adora, da quando li ha visti la prima volta mi chiede sempre di vederli, e io mi perdo a guardare i suoi occhi incantati che osservano attenti le immagini…e sono felice…un bacio

 

L’idea di fare questo video a cartoni animati è ,che ho spigato tramite il mio ufficio stampa con un‘intervista che l’ufficio stampa ha fatto a me per poi utilizzarla da dare ai giornali, era nata per fare un video in cartoni animati come omaggio a Ugo Pratt perché mi sembrava che la storia de La mia isola fosse bella da raccontare proprio così,molto didascalica,come è venuta fuori nel video,cioè proprio con il senso del viaggio,la tempesta,la neve,cioè avevo in mente quest’idea e io ho cercato Marco Pavone proprio con quest’idea di sceneggiatura che poi è quella che è venuta fuori nel video che è l’unico pensato proprio da me come scrittura,mentre gli altri due sono più figli di un’idea di Marco Pavone naturalmente su cui ci siamo confrontati,abbiamo discusso,però nascono più da una sua idea..quindi l’idea iniziale era questa,di fare un video solo su La mia isola e oltretutto il personaggio dovevo essere io,ma la mia idea era proprio che fossi molto più simile a un Carboni-Maltese,cioè a un Corto Maltese che avesse un po’ la mia faccia:a me piaceva un po’ fare questa cosa che doveva rimanere unica,quindi non un elemento per nascondermi nella promozione perché sarebbe comunque stato non il primo singolo ma avevo questa idea e volevo realizzarla e basta senza chiedermi se sarebbe stato il primo,il secondo,il terzo o il quarto singolo e quando mi sono appunto messo a lavorare con Pavone sono venute fuori altre idee ed è stato abbandonato un po’ questo tratto alla Corto Maltese,è diventata una cosa un po’ più personale,poi lui ha avuto un idea su Sto pensando e Malinconia di fare questa storia che andava avanti, ne abbiamo parlato, insomma alla fine l’abbiamo realizzata e quindi abbiamo pensato di utilizzarla…….poi c’è una ragione tecnica:la mia casa discografica fino a poco tempo fa credeva in un formato che si chiamava dual disc e che era un cd che aveva da un lato dvd e dall’altro cd audio,che ha provato a mettere sul mercato in tutto il mondo,ma in Italia aveva successo mentre negli altri paesi no.Mentre io facevo il disco la Bmg mi ha chiesto:”Pensa magari anche a qualcosa che possa andare ad arricchire questo formato per fare uscire quest’album in dual disc,allora l’idea de La mia isola e poi di andare avanti con le altre due canzoni è nata per creare una cosa che a me piaceva che poteva venire fuori in questo formato particolare.Nel momento però che stavamo terminando il lavoro, dall’America, i capi della mia casa discografica decisero che questo prodotto non doveva più uscire,e quindi ci siamo trovati che avevamo ormai prodotto i video e io ci tenevo che uscissero assolutamente,quindi ci siamo inventati di fare uscire il cd più il dvd come l’avete trovato nella limited edition che però è stata una soluzione inventata sul momento perché era venuta a mancare la possibilità di far uscire il dual disc che poi è stato bloccato anche in Italia nonostante avesse avuto successo.
Quindi io non mi volevo nascondere,infatti il prossimo singolo,non posso ancora dire quale sarà ma ci stiamo ancora ragionando, non sarà nessuno di questi due,né Sto pensando né La mia isola,che magari potranno essere utilizzati come singoli più avanti ma a me piacerebbe creare un alternanza dove magari nel prossimo singolo io sarò invece realisticamente nel video e quindi creare un onda nel giro dei video dove a volte ci sono a volte non ci sono a seconda di quali saranno i singoli.Chiaro che se uscirà come singolo La mia isola o Sto pensando verrà utilizzato uno di quei video li.
Per quanto riguarda mio figlio,lui non è molto esperto di cartoni animati perché come io ho spesso raccontato abbiamo deciso, per una mia scelta e non solo mia, di lasciare fino a 7 o 8 anni che lui sviluppasse la sua fantasia e non fosse condizionato da immagini predefinite come quelle dei cartoni animati o dei fumetti quindi lui non ha visto tanti cartoni animati,naturalmente qualche volta mentre realizzavamo questi video lui li ha visti nel dvd al computer,ha visto le prove e ho visto che le guardava incuriosito però non è che gli facesse un effetto particolare…mi sembra di aver capito,gli piacevano…ma non è che fosse rapito,preferiva vederli probabilmente in carne e ossa.

 

 

Dal videoclip, LA MIA ISOLA potrebbe essere identificata con l’incontro con il grande amore. L’approdo sull’isola, quindi, è la fine di un viaggio simbolico o l’inizio di un viaggio ancora più profondo ed importante?
Questa canzone l’ho scritta pensando proprio al percorso di raccontare lo stato d’animo che ti viene pensando alla vita,cioè questo senso di viaggio,di movimento che spinge ognuno di noi verso la realizzazione dei propri sogni,dei propri ideali e anche se vogliamo pensavo anche al fatto che la donna della tua vita stessa è l’isola che stai cercando di raggiungere,e in cui pensi di stare bene e di vivere,mi piaceva raccontare semplicemente questo spostamento che noi ogni giorno facciamo inconsciamente verso un obiettivo che a volte ci è molto chiaro ma a volte può anche non essere molto chiaro, però invece dopo averla scritta mi sono accorto che da questa canzone viene fuori un testo che può essere praticamente interpretato in tanti modi e infatti non mi sono stupito quando facendo interviste mi sono trovato tanti giornalisti che mi hanno chiesto se fosse una canzone religiosa in cui la mia isola fosse il paradiso, quindi avendo raccontato questo nostro spostamento in avanti verso una meta, in realtà hai raccontato quasi l’essenza della vita e quindi può essere veramente interpretata in tanti modi,io pensavo semplicemente di raccontare questo spostamento verso la nostra realizzazione.
Ho notato che nelle tue canzoni citi spesso tua madre,anche in questo ultimo lavoro parli dei tuoi ricordi legati anche alla sua figura. Se ho compreso bene le tue parole, tu ami molto la donna, la ritieni una figura fondamentale nel percorso della vita, talmente tanto da ritenerla “sacra”, ma vorrei sapere nello specifico il rapporto che hai avuto con tua madre, cosa sia stata lei per te, in cosa ti ha aiutato a crescere, in cosa le somigli.
Questa è una domanda molto difficile e molto intima:devo dire che come un po’ tutti mi sono reso conto di quanto sia stata importante quanto mi abbia dato,e quanto io assomigli a mia mamma e quanti valori mi abbia passato e quanta ricchezza mi abbia dato solo dopo che è scomparsa,e da lì sento ancora di più la sua presenza,le sue parole i suoi pensieri,il fatto che a lei interessava di più che vivessi bene piuttosto che avessi successo,chiaramente lei voleva che fossi felice, ma non dava importanza a tutta una serie di cose che magari poi la mia vita ha portato a far si che ce ne avessero e quindi questi valori mi stanno risuonando e mi stanno arrivando quasi più adesso che lei non c’è più, come hanno scritto tanti scrittori,nel momento in cui una persona viene a mancare ci rendiamo conto di quanto poco abbiamo dato valore a certe cose, di quante poche domande abbiamo fatto, di quanto poco abbiamo conosciuto quelle persone, quindi diciamo che questa cosa che è successa mi ha acceso ancora di più questa mia attenzione verso di lei e i suoi insegnamenti.

 

Quello che mi piacerebbe chiederti è cosa ne pensi delle religioni. Molte tue canzoni richiamano il tema, già dai primi album, vedi “L’avvenire Carboni” – “Caro Gesù” –  “Pregare per il mondo” – ed ultimo “E’ caduta una stella”. Poi invece tu hai avuto un figlio senza passare per il sacramento del matrimonio. Credi solo in quella cristiana o sei attento anche ad altre religioni? Credi che siano importanti nella vita?
Io credo che tutte le religioni siano importanti perché tutte le religioni ci portano ad aprire questa finestra verso il sacro, verso il divino, un’attenzione verso lo spirito,io personalmente sono apparentemente in contraddizione,nel senso che io mi sento cristiano sempre più convinto di esserlo,penso che passerò attraverso il sacramento del matrimonio comunque,anche se non l’ho fatto prima di avere mio figlio….sulle religioni è un discorso che si potrebbe stare a parlare tanto tempo,andando a generalizzare è molto facile che qualcuno viva la religione in un modo non molto religioso,di poca apertura verso gli altri, di conseguenza, come racconto in Le band si sciolgono ci sono i luoghi comuni,che sono comuni come frasi ma anche cose comuni che succedono cioè il concetto che le religioni dividono,e purtroppo è anche una verità,cioè è vero che io sono religioso ma è vero che molte volte viviamo la religione in un modo poco religioso con molta intolleranza,molta diffidenza, con molta poca apertura verso glia altri…..io sono molto legato a una frase di Sant’Agostino che dice:” ama e fai quello che vuoi”,cioè nel momento in cui tu ami,quasi sei già in una dimensione spirituale e religiosa e comunque l’insegnamento del cristianesimo è di amare anche le persone che non sentono la fede o che sono diverse quindi insomma è molto importante sottolineare questa apertura senza con questo essere in polemica (e non lo sono assolutamente) come potrei apparire invece su certi giornali che hanno travisato certe mie interviste, sulla Chiesa….per esempio su Vanity Fair è uscita una mia intervista dove sembrava che io non fossi d’accordo sulla posizione della Chiesa sull’aborto e invece io avevo detto tutt’altro nell’intervista, però probabilmente sbobinando la registrazione il “non” non si è sentito,insomma io sono assolutamente contro l’aborto e ho anche scritto al giornalista dicendogli che aveva sbagliato a riportare la mia risposta.
Parlando di religione o di fede io sono molto restio a parlarne pubblicamente perché poi ci sono i giornalisti che strumentalizzano o capiscono male,le cose escono in modo contorto e quindi non amo tanto parlare di queste cose, preferisco che la mia visione del mondo, la mia sensibilità ,il mio rapporto con la fede siano solo un fatto personale ma si possano captare attraverso piccoli elementi delle canzoni in modo che “chi ha orecchie per intendere intenda”,non so se mi spiego.

 

Al primo ascolto del tuo nuovo lavoro ho avvertito una certa nostalgia per i giorni del passato quando anche i colori e gli odori provocavano emozioni forti. Cosa ti manca di più di quei giorni? Pensi che  “I GRANDI” non siano più in grado di giocare o che non ne abbiano più voglia? Questa considerazione ti spaventa così come spaventa me?
Da un certo punto di vista ci tengo a sottolineare che io non è che viva di ricordi, di nostalgia,o stia tutti i giorni a pensare che il mondo in cui vivo sia peggiore rispetto al mio, della mia infanzia; c’è una citazione, mi sembra nell’Antico Testamento,che dice che è un peccato che noi non sappiamo apprezzare il nostro tempo e non lo viviamo nel modo più profondo e andiamo a guardare indietro in modo da vivere di nostalgia, c’è proprio una frase molto bella che adesso non ricordo,però mi ricordo che mi aveva colpito…….però non voglio vivere di ricordi, chiaramente i ricordi sono un elemento di ispirazione bello, non voglio nemmeno dimenticare quello che ho vissuto e quindi in quello che ho vissuto ci sono certi odori, certi sapori, certi momenti dei miei anni del passato che sono stati belli per me stesso da ricordare come sono anche stati importanti perché hanno determinato quello che sono adesso.Ho vissuto, me lo ricordo, le fasi importanti dei miei cambiamenti,mi piaceva questa parola che avevo messo in Occidente&oriente,i nostri cambiamenti, perché ci sono dei momenti precisi dove si va a a riguardare il proprio passato caratterizzato da piccoli cambiamenti, piccoli traumi,le nostre piccole conversioni in cui abbiamo scoperto delle cose nuove,che ci hanno portato ad essere diversi,a diventare nuovi,allora a me piaceva che in questo disco ci fossero tanti frammenti di questo genere,però non vorrei che venisse fuori solo il sapore della nostalgia che un po’ Lampo di vita e Sto pensando evocano: io voglio vivere il mio tempo e poter criticare le cose che non mi piacciono del mio tempo come il consumismo eccessivo che stiamo vivendo,l’indifferenza proprio della società che ci spinge ad essere indifferenti perché viviamo tutto di corsa, tutto senza approfondimento,tutto in modo freddo, non so, anche come racconto il Natale freddo che vivono i bambini di oggi rispetto forse al Natale che ho vissuto io da bambino o il Natale dei miei genitori dove magari il valore del Natale era diverso:io quando ero bambino nella mia tradizione non c’era né l’albero natalizio né i regali, il Natale era una festa molto più cristiana e molto meno consumistica,sicuramente è importante utilizzare il passato per analizzare il presente però non voglio che esca un ‘immagine di un disco ripiegato sul passato dove racconto le mie nostalgie,non era questa la mia intenzione.

 

Unisco due domande sulla tua carriera artistica…

*Sono passati 22 anni da “ Ci stiamo sbagliando” ad oggi. Ormai mi sembra di sentirti come un fratello maggiore.
Mi è scivolata via un pezzo di vita in compagnia di te e della tua bellissima musica. E’ incredibile il tempo; avevo 14/15 anni e tu ne avevi 22. Mi risveglio di colpo e scopro che ho già 36 anni e tu 44. Passano gli anni, ma il legame con la tua musica è indissolubile. “Che cosa provi ad essere arrivato a produrre te stesso?” Io sono felice per te.

*Quale momento PROFESSIONALE ti ha emozionato di più in tutta la tua carriera?

 

Ti ringrazio, sono arrivato a produrre me stesso,cosa che avevo incominciato anche a fare prima,con Carovana, ma poi mi ero un po’ spaventato e non l’ho finito,e forse ho anche sbagliato perché quel disco aveva un potenziale molto più grande di quello che poi è venuto fuori; ci sono dei momenti però in cui forse non hai né una certa energia fino in fondo né una certa forza né una certa lucidità,e quindi questa cosa che avrei già potuto vivere nel 1998 mentre realizzavo quell’album poi alla fine si è trascinata e l’ho vissuta per la prima volta adesso,si vede che il tempo ha voluto così.La soddisfazione è tanta,al di là dei complimenti, di quello che succederà, se piacerà o non piacerà…però ho la certezza che quest’album abbia il mio suono cioè in realtà da un certo punto di vista avendolo fatto da solo sembra un album realizzato in una visione più individualista degli altri,però allo stesso tempo è un album che assomiglia di più a un album fatto da una band in quanto la caratteristica di una band è il fatto che ha il proprio suono. Citando ad esempio le band che piacciono a me,i R.E.M.,i Coldplay,gli U2,senti che la caratteristica di quel suono è il fatto che è un suono loro,e perché c’è il loro modo di suonare che si evolve per quanto possa esserci l’intervento di un produttore esterno,senti che c’è quel modo di suonare la chitarra quel suono molto personale che è solo di quei musicisti lì,mentre invece noi cantautori che non siamo una band molto spesso chiamiamo dei musicisti esterni che non suonano solo per noi,i cosiddetti turnisti:puoi chiamare anche il musicista americano ma è comunque un musicista americano che suona in tanti dischi che comunque porta un suono che non è solo tuo ma è un suono che è un po’ mercenario che viene venduto a vari artisti.Quindi la caratteristica di questo disco è che io non ho usato nessun turnista a parte Rudy Trevisi che però considero più un grande ospite come Pino Daniele lo è stato con il suono della sua chitarra ne La mia isola,per me Rudy Travisi è il sax di Vasco Rossi e delle sue canzoni d’amore,di Tofee,mi piaceva ospitare quel suono lì,del resto tutta la base su cui si muove questo disco è quello che avevo in mente io,quello che ho suonato io e anche quello che mi hanno dato i musicisti che suonano con me in concerto,ci sono gli archi di Fabio Anastasi,ci sono le chitarre di Vincenzo Pastano e Mauro Patelli, le batterie di Antonello Giorni, però anche quelle sono filtrati dalla mia sensibilità,tra l’altro ho anche lavorato insieme al fonico Maurizio Parafioriti nel mixaggio di tutte queste parti e nella scelta degli effetti,ho lavorato su questo disco dall’inizio, dalla scrittura fino al mastering fatto a Milano al Nautilus intervenendo in ogni elemento.Alla fine forse poteva venire più bello,potevano esserci forse canzoni più forti,non lo so,però sicuramente in questo disco c’è molto di quello che sono io e quindi penso che questo sia il disco che ha il mio suono.

 

Guarda non ce n’è uno in particolare, ma tanti in particolare perché sicuramente cantare, essere in studio la prima volta,quando tutto si avverava,il fatto di realizzare il mio primo album, sicuramente è stato il momento più emozionante della mia vita perché tra l’altro si realizzava il sogno di fare un disco con la novità di cantare le mie canzoni cosa che non avevo mai fatto,è stato un momento intensissimo perché da un lato vedevo realizzato il mio sogno di cantare, dall’altro lato il sogno andava molto oltre quello che era il mio sogno iniziale quindi ero anche un po’ spaventato,quindi è chiaro che se dovessi scegliere un momento significativo della mia musica del passato e porlo come momento centrale sceglierei quello di essere in studio in quei giorni del 1983 a 21 anni con tanta inconsapevolezza e tanta ignoranza da ragazzo che si trovava per la prima volta in uno studio a realizzare un disco importante,quello è il momento chiave, dopo all’interno di questa vita nuova ci sono tanti momenti importanti professionali come il successo di Farfallina che peraltro arrivava in un momento che mi aveva stravolto la vita perché stavo quasi meditando di tornare semplicemente a fare l’autore e non espormi più di tanto perché cantare mi spaventava un po’,e invece è arrivata questa esplosione di successo con brani quali Farfallina e Silvia lo sai quelli di quell’album lì,che fu un successo arrivato poi lentamente perché quando uscì Silvia lo sai,il disco andava bene ma non pensavo che poi con l’uscita di Farfallina ci sarebbe stato questo exploit che mi ha portato poi ad accettare fino in fondo questo mio ruolo di cantante oltre che di autore,ci sono stati molti momenti particolari della mia carriera però primo fra tutti va citato proprio il primo.

 

Cosa ti è rimasto e piaciuto dell’AUTORITRATTO TOUR? C’è qualcosa che ti è rimasto particolarmente nel cuore?
L’Autoritratto Tour è stata una cosa decisa all’improvviso perché io mi stavo concentrando sul libro e non pensavo certo di partire con un tour sul libro, anzi pensavo, finito il libro, di mettermi a lavorare sul nuovo album;poi dopo invece, da una proposta arrivatami da Ferdinando Salsano, il boss della Friends&Partners,la società organizzatrice dei miei concerti,che mi venne a trovare dicendomi che sarebbe stato bello fare un tour sul libro e mi ha spinto a fare questa esperienza che alla fine è stata cosi breve che mi ha emozionato molto perché mi permetteva di fare un concerto con in scaletta anche canzoni passate,quelle che erano le meno richieste dal pubblico,soprattutto dal pubblico che non conosce a fondo tutta la mia storia di cantautore,quindi questo è stato un tour che mi ha permesso di andare a risuonare canzoni come Ninna nnanna,CaroGesù,Amando le donne, tutte canzoni che era dall’87 che non suonavo più nei concerti e quindi è stata un’esperienza musicale bellissima,in più,con la semplice aggiunta altrettanto bella del proiettore, siamo riusciti a creare queste immagini molto forti che arrivavano nel fondale,tra l’altro il prossimo tour a cui sto pensando in questi giorni, mi piacerebbe che fosse un’evoluzione di Autoritratto Live,partire da molte idee che erano in quel concerto, quindi con l’uso del proiettore a tutto schermo e magari con immagini anche diverse su cui sto lavorando che potrebbero essere sia disegni, sia immagini che vado filmare io o effetti di luce creati al computer che si leghino bene ai nuovi brani,però mi piace l’idea di una scaletta con canzoni che ero andato a recuperare in quel concerto.

 

Anche nel nuovo tour recupererai canzoni che non suoni da tempo?
L’idea chiaramente non potrà essere quella di tutto un concerto come Autoritratto Live, con tutte le canzoni meno conosciute,però avendo avuto il gusto in quel tour di andare a suonare queste canzoni abbandonate,mi piacerebbe andare a recuperarne altre,nuove sorprese di quel tipo, in più mantenere in questo concerto alcune canzoni come CaroGesù o i Ragazzi che si amano, queste canzoni meno suonate negli anni che ho portato in giro nell’Autoritratto Live.

 

San Remo. Ti piacerebbe partecipare come ospite fuori gara?
Ma io non ho ancora capito com’è il nuovo regolamento,Baudo l’ha spiegato ieri ma non lo so,devo dire che la mia casa discografica è da tanti anni che mi fa pressioni affinché vada a Sanremo come ospite fuori gara,io lo valuterò,non so darti nessuna risposta perché non so ancora come sarà Sanremo e a dirti la verità non ci sto pensando,poi se ci saranno delle condizioni particolari per essere in quel cast lo valuterò.

 

In LAMPO DI VITA, i professori che “non insegnano niente”, sembrano gli stessi di  SILVIA LO SAI (“che non chiedevano mai se eravamo felici”), ma come si può, secondo te, creare dei valori veri, in questo tempo in cui regna la superficialità e l’individualismo, e dove tutto si distrugge, si scioglie, come le BAND appunto?
Questa è una domanda difficile,io credo che i valori veri ognuno debba portarli dentro di se credo che forse questo non sia il momento storico dove si possa pensare di trovarli facilmente dappertutto nella società, perché è un momento un po’ freddo,un po’ difficile,però non bisogna arrendersi,e bisogna cercare delle situazioni, piccoli gruppi o noi stessi da soli come anche dico in Segni del tempo, per portarli avanti nel tempo anche nel piccolo senza essere sfiduciati.

 

Ricordo che in un’intervista di qualche tempo fa, forse fatta proprio a Mirco, dicesti che stavi lavorando a una dozzina di “pezzi”.. visto che ora l’album è uscito con nove canzoni, volevo sapere se ci sono altre tracce rimaste “inutilizzate” che magari non ti hanno convinto.. e che quindi ti hanno spinto a farne a meno
Esatto, ci sono tre canzoni di cui due mi convincono molto ma diciamo che sono ballate che hanno un’onda abbastanza vicina ad altri brani che sono dentro l’album,che mi piacciono molto ma sentendole insieme ai brani del disco lo rendevano un po’ troppo lento,un po’ troppo monotono e in più c’erano dei dubbi che avevo su una parte del testo così che andando avanti, arrivando ai mix ho provato a terminarle e vedere se mi veniva l’ispirazione a concludere la parte che mancava,non ci sono riuscito anche perché avevo già sentito che il disco mi piaceva più corto,con un percorso più corto in cui venisse più istintivo tornare indietro,riascoltarlo da capo,e poi perché, cosa di cui sono convinto, credo ancora che il formato del vinile con 8-9 pezzi come certi album di Battiato o di Lucio Dalla,il tempo del vinile secondo me è ancora il tempo ideale dell’album, inteso nel suo senso classico.Ad ogni modo ci sono due ballate quasi finite e c’è anche un brano ritmico, anche quello con un problema di testo sul quale mi sono bloccato però diciamo che musicalmente ci sarebbero pronte altri 3 canzoni nuove.

 

Questo lavoro è più degli altri pieno di “mare” e mi piace davvero tanto anche per questo e anche il tuo nuovo look un po’ ricorda un uomo di mare…ma tu a volte senti l’esigenza di vivere al mare, di starci sempre e non solo in vacanza??? Cos’è per te il mare?
Io ho spesso sognato negli ultimi anni di fare una scelta estrema, di vivere al mar, poi però il fatto di essere papà e sentire l’esigenza di far vivere a mio figlio la vita metropolitana che ho vissuto io, perché credo che ti dia tanti stimoli,mi ha un po’ bloccato.Però c’è una canzone non a caso dedicata all’L’isola d’Elba, perché è un posto che mi dà una grande serenità grandi stimoli creativi e una grande pace e il mare da quando ho anche una piccola barca mi dà davvero tanto,l’isola d’Elba è uno di quei posti dove appena posso scappo, anche fuori dal concetto della vacanza, anche se chiaramente adesso sono più condizionato dai tempi della scuola di mio figlio, però insomma sento molto il bisogno del contatto con il mare con l’acqua perché dove c’è acqua c’è la vita,citando il capitolo d’introduzione del famoso romanzo Moby Dick dove viene descritto il modo in cui è attratto l’uomo dall’acqua proprio perché fonte di vita.

 

Caro Luca, dopo 14 anni…sei riuscito a darti una risposta su “l’amore che cos’è”? Personalmente penso che il grande fascino di un sentimento così importante sia proprio quello di non conoscerlo mai fino in fondo…tu cosa pensi?
Io penso che è vero che può sempre sorprenderti che non si riesce a definire, a contenere, a raccontare, a conoscere fino in fondo, però senti nel profondo di avere bisogno e che una buona parte di questo sentimento non te lo riesci a spiegare ma in qualche modo lo comprendi, e comprendi la sua potenza, la sua grandezza,la sua eternità,non ci è cosi sconosciuto anche se la vita in fondo serve per comprenderlo fino in fondo fino all’ultimo giorno,è forse l’elemento principale per cui si vive.

 

Questa domanda nasce da una discussione sul nostro forum.

La questione cravatta viene trattata in maniera differente in due tue canzoni.
In Sexy “bacchetti” il tipo che crede “che le cravatte tolgano il respiro e certe strane idee”, dicendogli che non è quello che gli impedisce di essere sexy. Ne “La cravatta” invece ti chiedi lungo tutto la canzone a cosa serva la cravatta sancendone l’inutilità.
E’ giusta questa interpretazione? Se è così, cos’è cambiato????

No non è cambiato niente sono due interpretazioni apparentemente in contraddizione fra di loro: a 20 anni quando ho scritto Sexy la moda era non averla e invece adesso la moda è stata per un po’ di anni quella di averla in certe situazioni eleganti.Io tra l’altro ho scritto questa canzone quando mi ricordo che ero entrato in un ristorante a mangiare qualcosa e senza cravatta mi hanno mandato fuori, quindi sentivo l’assurdità di questa situazione,e quindi sono vere entrambe le cose, è vero il fatto di smontare il concetto superficiale dell’ apparire esteriore sia in una dimensione, quando la moda era considerare assurdo averla e allo stesso modo al contrario anni dopo in un contesto diverso,in realtà non è una contraddizione, il concetto era di smontare il meccanismo esteriore.

 

 

Molti lo attendevano già per il Tour Autoritratto… ma purtroppo non c’è stato. Per il prossimo tour possiamo aspettare un bel DVD live?
Esatto,ne stiamo proprio parlando in questi giorni, insomma mi piacerebbe assolutamente, sarà uno dei miei obiettivi filmare questo tour e creare veramente un tour che sia bello da mettere anche su dvd,mi piacerebbe molto, penso che sicuramente lo farò.

 

Il nuovo tour. Possiamo rassicurare i fans che toccherai quante più regioni possibili? Molti hanno paura di perdere il tuo concerto…
Ci tenevo a dire che a me piaceva molto fare questo racconto del tipo di tour che andavo a fare quindi ho scelto,insieme agli organizzatori di concerti cinque date simboliche per ogni spazio che andavo a toccare,cinque nei club, cinque nei teatri, cinque nei palasport ,però come state vedendo non è che il tour sarebbe stato solo di quindici concerti, perché era impossibile prenotarli tutti a 5-6 mesi di distanza e aver le date esatte, quindi piuttosto che mettere subito tutte le date con il rischio di doverle poi spostare e comunicarne i cambiamenti, abbiamo scelto di mettere cinque date sicure di ogni situazione come punti fissi.Poi però il tour crescerà in questi mesi, e pian piano gli organizzatori aggiungeranno concerti, non bisogna pensare che saranno solo questi verranno aggiunte date per i teatri coprendo quasi tutto il mese di marzo,in aprile continueranno e poi comunque questo è un tour dove io spero fino all’estate, fino all’autunno addirittura di non fermarmi praticamente mai, perché ho voglia di girare tutta l’Italia, stiamo pensando anche alle date per la Sicilia, stiamo vedendo di organizzare perfino in Sardegna, però adesso non posso dare date precise perché tutto è in divenire,stiamo vedendo in questi giorni,comunque le date che non sono sul disco saranno ampliate,e pian piano le aggiorneremo.

 

.. e ci sarà anche un tour estero?
Si stiamo pensando anche alla parte svizzera e tedesca, ci saranno date anche in questi paesi che però ancora stiamo programmando.

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