Intervista a Lorenzo Jovanotti

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Intervista a Lorenzo Jovanotti: io e Luca Carboni

Ciao Lorenzo,PersoneSilenziose.it ti ringrazia per l’immensa disponibilità per averci concesso questa intervista, nonos-tante il tuo momento di “riposo”. Essendo il nostro un sito legato alla persona di Luca e alla sua musica, voglio incentrare questa intervista sul vostro rapporto d’amicizia e stima che dura ormai da anni.
• Ti va di raccontarci (in breve) il tuo primo incontro con Luca?
Credo che risalga al 92Eravamo a Bari, dove si registrava AZZURRO, una specie di Festivalbar primaverile.Avevo letto un’intERvista di Luca in cui diceva che “Una tribù che balla” lo aveva entusiasmato e la cosa mi aveva fatto molto piacere perché non me l’aspettavo. Poi quando uscì il disco di “Mare mare” (L’album “Car-boni” n.d.r.) lo ascoltai con attenzione e capii perché lo aveva colpito una tribù: c’era una sottile sintonia tra la mia musica e la sua, anche se non era immediato da capire, io e lui però lo sapevamo e lì, a Bari, ce lo dicemmo.Poi ci si sentì al telefono e  ci incontrammo di nuovo a Milano in un baretto dove andavo sempre in corso Sempione, e si parlò del tour. Fu lui a parlarmene, e per me fu una grande idea.• Cosa ti ha lasciato la collaborazione con Luca oltre al rapporto di amicizia che vi lega?
Luca, l’ho scritto anche in “Quarantology” (il foto-book di Lorenzo da poco uscito, n.d.r.), mi ha insegnato una cosa grande: la bellezza di collaborare, di unirsi, di darsi, di mettere le proprie cose in un progetto con altre e vederle modificarsi, prendere altre forme. In quel periodo Luca riempiva i palasport e io invece facevo i piccoli club, lui mi ha regalato il suo pubblico, è stato un vero e proprio dono.• Conoscendo Luca, qual è secondo te la sua migliore qualità nel lavoro? Spesso (es. l’intervista a LE IENE.. o alla conferenza di QUARANTOLOGY) hai menzionato lui tra le persone che stimi.. cosa ti ha colpito di lui?
È uno serio e molto attento ai dettagli. La sua musica ha un’aria minimale ma lui se ne occupa sempre come se avesse a che fare con un affresco, e questo è il modo in cui i grandi fanno le cose. E’ uno dedito al suo lavoro in maniera “religiosa”. La sua migliore qualità è di avere un punto di vista personale sulle cose e di avere il coraggio di esprimerlo, sembra facile ma non lo è.• Correva l’anno 1992 quando ci fu l’esperienza di un tour memorabile, il Carboni-Jovanotti, dopo il quale nacque l’album di Luca “Diario Carboni”. Dopo questa esperienza, ci sono degli spunti musicali che tu hai preso da Luca e che ti sono stati utili per i tuoi lavori successivi, e viceversa degli spunti che pensi di avere dato tu a lui?
Questo non lo so. Ci ascoltiamo a vicenda, sogniamo e progettiamo di fare un giorno un disco insieme, proprio a quattro mani, in studio io e lui, due mesi a fare un disco carboni-jovanotti, sono sicuro che succederà, e sarà un grande disco.• E’ vero che hai chiesto consigli a lui per la realizzazione di Buon Sangue?
Si, perché a un certo punto non ci capivo più nieNte e ho avuto bisogno di un confronto con qualcuno del settore che mi dicesse quello che pensava, con un orecchio fresco rispetto alle canzoni. Le due persone che ho interpellato sono state Claudio Cecchetto e  Carboni, che hanno visioni opposte della musica ma entrambe oneste e validissime.• Hai ascoltato il suo nuovo lavoro? Come ti è sembrato?
Mi pare un grande disco, forse è un capolavoro, questo lo sapremo tra dieci anni. Mi sembra il suo disco migliore dal 1992 a oggi. Lo trovo strepitoso, con almeno tre canzoni che hanno il potenziale per diventare classici.• Credi possano crearsi le occasioni per delle nuove collaborazioni con Luca? Avete mai pensato di rifare quell’esperienza, magari in termini ancora più grandi poiché arricchiti dalle vostre rispettive carriere? Credi che nel mondo della musica l’amicizia tra cantanti, come lo è la vostra, sia una cosa rara o è abbastanza frequente?
L’amicizia è sempre una cosa rara, l’amicizia vera, disinteressata e profonda, è rara come l’amore.• Con quali ARTISTI del panorama italiano o straniero ti piacerebbe scambiare e unire esperienze? Come trovi la musica in Italia oggi?
La musica di oggi in Italia soffre di un momento molto negativo da un punto di vista degli stimoli che si ricevono dall’ambiente, però ci sono delle eccezioni, alcune cose sono forti e qualcosa si muove. Mi piace collaborare e non mi chiudo di fronte a nessuno se scocca la scintilla.

• E’ vera la leggenda che parla di un tuo scetticismo verso la musica e le canzoni di Luca precedenti al vostro primo incontro?
È verissima. Io odiavo i lenti in generale, ma era un partito preso, ero un giovane rapper pieno di precon-cetti ma di buon cuore. Non mi piaceva niente della musica italiana, ma sarebbe più giusto dire non conoscevo niente, tantomeno Luca. Era chiaro però che Luca fosse un grande artista, su questo non avevo dubbi.

• C’è una canzone che tu e Luca avete cantato insieme che s’intitola “O è Natale tutti i giorni” che poi è una cover del brano “More than words” degli Extreme: pensi che possa essere davvero Natale ogni giorno dell’anno o magari il vostro era un messaggio un po’ utopistico?
Per me è Natale tutti i giorni, e anche Pasqua e Capodanno se è per questo. E anche Ognissanti e il giorno dei morti.

• Che momento è questo attuale di Lorenzo?

Buono grazie al cielo. Sono forte e ho mille idee. Arrivo a fine giornata che vorrei sempre avere un  paio di ore in più.

• Progetti per il futuro di Lorenzo?
Non progettare il futuro ma vivere il presente senza smettere mai di cercare. E amare il più possibile.

Link correlati:
www.soleluna.com Sito ufficiale di Lorenzo
www.collettivosoleluna.net Sito del collettivo soleluna

 

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