Luca Carboni risponde ai fans: intervista esclusiva

Le PersoneSilenziose intervistano Luca Carboni

E’ per me un grande piacere ed onore pubblicare l’intervista a Luca Carboni realizzata interamente con le VOSTRE domande proprio il giorno del suo compleanno!

Come vedrete, Luca è stato veramente contento di leggervi e di rispondere alle vostre domande. Dalle più intime alle più curiose. Come ho scritto giorni fa, quando vi ho chiesto di inviarmi la vostra domanda, ho voluto metter da parte le mie domande personali per far spazio alle vostre, a quelle di chi non ha magari mai avuto modo di incontrare Luca o di chi, per vergogna, non ha mai chiesto.

Spero vi piaccia e spero non facciate caso ad eventuali errori di battitura.

Dal canto mio ringrazio di cuore tutti coloro che hanno permesso questa intervista inviando le proprie domande e mi scuso con coloro che, avendole inviate oltre il tempo massimo, non ho potuto inserire.
Ringrazio, infine ma non per ultimo, Luca, per la grande pazienza avuta nel rispondere alle domande nonostante i numerosissimi impegni di queste settimane.

 

PREMESSA DI LUCA

Prima di tutto voglio salutare gli amici di Persone Silenziose!!! Ringraziarli per la pazienza, l’affetto e l’attenzione! Devo dire sinceramente che sono più interessanti le vostre domande delle mie risposte…Anche perchè in questi giorni di interviste continue diventa inevitabile ripetere spesso gli stessi concetti e pensieri. Grazie ancora per la pazienza e un abbraccio a tutti.

DOMANDE

Ascoltando i brani contenuti nel tuo nuovo album, ho avuto la sensazione che “parlino” prevalentemente al passato. Perfino il brano Riccione – Alexander Platz con il quale sei tornato ad affrontare un tema d’ attualità (finalmente!!!) sembra il bilancio di una irrimediabile sconfitta e delusione: pensi sia terminata l’ epoca delle lotte, sia pur “gentili” ? O semplicemente pensi che sia inutile lottare contro qualcosa che e’ più grande di noi? Eppure ci sarebbe tanto bisogno di uomini come te, dotati di grandi ideali e sensibilità , in questa epoca del tutto arida.
Non sono d’accordo che i brani parlino al passato, certo, il passato esiste ed è spesso uno spunto per arrivare a parlare del presente e del futuro, come nel caso di questa canzone in cui rilevo con dispiacere che la mia generazione non ha dato un grande contributo al sociale ed alla politica di questi anni. Certamente non è facile generalizzare ed è sicuramente un discorso complesso, credo però, ci fossero le premesse per non trovarci qui a votare passivamente per la vecchia destra o la vecchia sinistra. In questi anni sono venuti fuori tanti temi e problemi oggettivamente nuovi e complessi, che avremmo potuto affrontare, come generazione, in modo nuovo ed intenso…Temi come l’ambiente, l’inquinamento, gli Ogm, l’immigrazione, l’accoglienza, il dialogo tra culture e religioni, occidente e oriente, non essere ostaggio del capitalismo sfrenato ( come invitava anche papa Giovanni XXIII) ed arrendersi alle logiche di “mercato”…Penso che la nostra generazione sia stata troppo silenziosa e abbia vissuto le cose molto individualmente…

Ascoltando il brano “Riccione – Alexander Platz” mi sono incuriosita sulla tematica che hai trattato. Ti aspettavi che gli anni ’80 potessero essere un trampolino di lancio per un futuro all’insegna di un progresso benefico e costruttivo e, invece,ci siamo ritrovati ad avere a che fare con un progresso che non tiene conto dell’elemento umano? Inoltre, in questo brano mi sembra che tu critichi quegli uomini di oggi che erano i ragazzi degli anni ’80. E’ così? Secondo te, negli anni successivi avrebbero potuto fare di più e avrebbero potuto rendere l’Italia migliore?
In parte ho già risposto a questa domanda…sono sicuro che c’è tanto di buono nella nostra generazione, anche impegno, disponibilità, volontariato, ma sempre in forme isolate…

Si dice che la musica sia lo specchio dei tempi: se pensi che ciò sia vero, cosa ritieni esprima la musica leggera oggi ? E credi possa considerarsi attuale un album come il tuo, in cui si parla d amore e di valori in modo non banale?
E’ giusto e bello che una canzone ti faccia volare, sognare, anche con leggerezza…la canzone è uno “spazio” meraviglioso e libero in cui può entrarci qualsiasi cosa, tema o argomento! Però mi sembra che in questo momento che ci sia molto “pop-commerciale” che ha successo sul momento ma che poi non durerà nel tempo… musica che sembra quasi una fuga dalla “realtà”, lontana dalla vita reale, dai veri sentimenti ed esigenze profonde dell’uomo…Certo, i cantautori possono essere superati ma le emozioni profonde non lo saranno mai. Mi mancano dei dischi importanti, che ascolti per intero, quelli che tieni dentro tutta la vita e magari li passi anche ai tuoi figli!…Sembra un concetto antico e superato…C’è da dire che la enorme crisi di vendita dei dischi, forse, porta inconsciamente a cercare le strade più facili, più pop commerciali, le canzoni d’amore, temi in cui tutti si possano velocemente riconoscersi, per paura di non passare nelle radio, di non trovare consenso…anche la discografia sicuramente rischia ed osa di meno!!!

Mi piacerebbe sapere qualcosa sul suo lato più personale e semplice come: il piatto preferito, dolce o salato, pesce o carne, vino o birra, libro o film, musica italiana o straniera, calcio o basket, colore preferito
Il mio piatto preferito, ultimamente, è la tagliatella col tartufo! Ma anche i gnocchi di patate sempre col tartufo, purtroppo il tartufo costa tanto!!! E si può mangiare buono solo da ottobre a dicembre, perché non esiste un modo per conservarlo! Non eccedo ma mi piace sia il pesce che la carne, il dolce ed il salato…Il vino solo rosso fermo, ma non ne bevo tanto e (scandalo!) ci aggiungo un po’ di acqua!…D’estate però preferisco la birra ma solo lontano dai pasti. Sia libro che film, sia calcio che basket ma anche il tennis ed il ping pong. Sia la musica italiana che straniera. I colori sono tutti belli ma ho un debole per i “blu oltremare”.

Sbaglio o “Per tutto il tempo” può essere collegata a “Le storie d’amore”? Vedo in questa nuova canzone un collegamento d’amore che potrà essere da te cantata anche nei prossimi anni cosa ne pensi? (perché l’amore non muore mai).
Quando ho scritto questa canzone non pensavo al collegamento con Le storie d’amore, ma certo tutte le mie canzoni, secondo me sono legate fra di loro…da Ci stiamo sbagliando, passando per Primavera, fino a Cazzo che bello l’amore. Però mi hai dato un’idea…Potrei fare la scaletta del tour mettendo vicine tra loro le canzoni del passato che hanno punti in comune con quelle di questo album, ad esempio: Solarium prima di Riccione/ Alexanderplatz…Le storie D’amore e Per tutto il tempo…La mia ragazza e Madre…Ci penserò davvero!

Sarò breve, le domande sono due, una è: Luca tu hai sempre una espressione sempre tranquilla e pacata,ma non t’incazzi mai? La seconda è: quando vieni a Taranto visto che son più di dieci anni che non vieni?
Mi incazzo anch’io, ma di rado. Spesso “tengo dentro” e tento di tramutare l’incazzatura in energia positiva. Spero di venire a Taranto dalla primavera in poi quando porteremo il tour negli open-air!!!

L’amore è un tema che ha ispirato molte tue canzoni, e anche in quest’ultimo cd è presente con tutte le sue bellissime sfumature; in particolare, però, colpiscono certe frasi che raccontano “l’amore che fa male (un dolore bestiale), che spezza il cuore, che fa incazzare”… e poi “quando arrivo in fondo in fondo e l’amore ancora non so cos’è”. Ma, quindi, qual è il segreto, secondo te, per riuscire a “navigare in questa dura realtà” con una valigia sempre carica di questo sentimento, così forte e importante, ma al tempo stesso così complicato e che a volte fa paura?
L’amore è una fonte continua di ispirazione, anche se le canzoni ed i singoli che mi hanno portato al successo non sono mai state esplicite canzoni d’amore, basti pensare a Ci stiamo sbagliando, Sarà un uomo, Silvia lo sai, Primavera, Ci vuole un fisico bestiale, Mare Mare, Inno nazionale, Malinconia etc… L’amore vissuto nel tempo è un esperienza che si rinnova continuamente, sempre da scoprire, ci possono essere momenti durissimi in cui ti delude, in cui ti senti solo e tradito, in cui ti sembra di ricevere meno di quello che dai, in cui ti sembra di avere sbagliato tutto, altri che con capisci, altri invece meravigliosi, di complicità, di comprensione, di pace e di felicità…Non c’è un segreto, mi piace l’idea di darsi tempo e che nel tempo ci si possa ri-innamorare continuamente…

Tu canti: sono in ritardo sì lo so, sono in ritardo ma però, cazzo che bello l’amore… Allora la domanda è se per te è più importante l’amore x tuo figlio e x tua moglie o se hai altre priorità.
Non so rispondere a questa domanda, non ho mai pensato al concetto delle priorità, anzi non ci sono.

Vorresti in futuro continuare a seguire il filone cantautorale che ha caratterizzato questo disco e quindi un ritorno più vicino alle origini?
Ogni disco è una tappa nuova del viaggio, non so adesso come sarà il prossimo, che ispirazione e che idee avrò!!!

Le band si sciolgono senza un perché: una riflessione su una delle band da te più amate, i REM, scioltasi proprio in questi giorni.
I REM li ho sempre considerati un punto di riferimento, perché siamo coetanei e hanno cominciato, in America, parallelamente alla mia prima band i Teobaldi Rock. Anche musicalmente c’era un certo legame perché anche noi tentavamo, dopo gli inizi di ispirazione Rock Demenziale (Punk), di fare un rock abbastanza acustico… Si sono sciolti. Peccato! Naturalmente non so cosa c’è dietro, quali motivazioni, ma certo mi dispiace moltissimo.

Una curiosità che ho sempre avuto: noto che gli artisti non si commuovono anche mentre cantano canzoni che scavano nel profondo. Per esempio, la prima volta che ho sentito “Madre” mi sono commosso tanto da piangere e farmi sfuggire una lacrima. Come fate a non farvi venire il groppo alla gola mentre cantate, tenuto anche conto che state cantando qualcosa che prima di tutto viene da voi e vi coinvolge in prima persona? C’è un “trucchetto”? Che ne so, si pensa ad altro?
Questa canzone non è nata scrivendo il testo su un foglio…ma come mi succede spesso, ho scritto il testo direttamente mentre registravo la voce con un microfono non professionale sulla base, in casa. Mentre la cantavo, man mano che nascevano le frasi, ero profondamente commosso…Se ci fate caso questa voce, e quella di Liberi di andare hanno un suono un pò particolare, meno presente e raffinato di altre canzoni, proprio perchè ho voluto mantenere la verità e la commozione della prima registrazione a casa mia. Quando si canta dal vivo io mi commuovo spesso ma nel “suono live” magari non si nota ed è una cosa molto interiore…

Hai già un’idea per i prossimi concerti? Io lo vedrei molto bene se ci fossero delle similarità con il tour di Persone Silenziose: ricordo la mega poltrona su cui a un certo punto sedevi. Credo che sia un disco che renderebbe bene se fosse proposto in maniera da esaltare il lato acustico.
Certo…Cercherò di esaltare il lato acustico, tanto più che questa prima parte di tour è nei teatri. Per quanto riguarda la scenografia sto cominciando a pensarci in questi giorni…poi vi farò sapere.

In ogni tuo disco c’è un’ capolavoro, una pepite; questa volta per me è “Liberi di andare”. Ma devo dire che è stato difficile capire questa canzone perché la tua voce sembra lontana, più grezza, più nella sofferenza. Vorrei sapere di più sulla scelta di quest’effetto.
Credo di avere risposto prima parlando di come è nato sia il canto di Madre che di Liberi di andare.

Nel l’ultimo disco di Jovanotti hai offerto la tua voce per una canzone; vorrei sapere se Lorenzo ti ha aiutato o consigliato per il tuo disco e in che modo?
Lorenzo aveva sentito solo i provini, poco più di piano e voce, di: Provincia d’Italia, Senza Strade e Non finisce mica il mondo…Gli erano piaciuti molto i testi, le melodie… mi ha dato una bella energia!

Luca Carboni, Diario CarboniTi abbiamo visto recentemente sul palco con Jovanotti e pensiamo tutti a quel famoso concerto e alle canzoni sul disco Diario Carboni. Sarebbe possibile un’ disco scritto a 4 mani? e un tour assieme? Farai collaborazioni con Cesare e Lorenzo? Le esibizioni a Bologna e a Verona sono state emozionanti! Me lo auguro perché voi tre in “Mare Mare” siete unici!
E’ stata una bellissima ed emozionante esperienza anche per me!!! Devo dire che mi piacerebbe molto succedesse di fare un album a quattro o addirittura a sei mani, anche con Cesare!!! Speriamo che gli impegni discografici personali non ci tolgano questa possibilità.

Ciao Luca sull’onda delle visite fatte al “ORA Tour 2011” di Lorenzo, avete in programma di ritornare a fare qualche tour insieme? O almeno fare dei duetti insieme?
In parte ho risposto prima. Certo nei miei concerti mi piacerebbe invitare sul palco sia Lorenzo che Riccardo (Sinigallia, n.d.r.), che qualche altro amico!!!

Una volta avevi detto che ti piacerebbe cantare a Parigi; se ti trovo un bel teatro verresti durante il “Senza titolo tour”?
Di corsa!

Luca Carboni, Persone SilenziosePer quale motivo la foto della copertina dell’album è di spalle?
Bella domanda…Di fronte, c’era già quella di Forever che è in qualche modo legata a questa (…Torna il discorso dei legami!). Volevo che questa fosse meno foto e più “simbolo”, più icona… Non era importante che fossi io, riconoscibile. Volevo che fosse un padre ed un figlio, il presente ed il futuro che guardano avanti, lontano!!! Poi mi piaceva che sembrasse quasi un disegno stilizzato…che avesse un legame anche con la copertina di Persone silenziose.

Luca dai un “titolo” a “Senza titolo”
Il sottotitolo potrebbe essere (…non finisce mica il mondo dove finiscono le strade), non a caso è l’unico testo che ho messo nel libretto…si lega un po’ a quello che diceva Steve Jobs… se vi capita di leggere in rete il suo discorso famoso… sul rimanere “folli”.

Ormai dal 1984 (avevo 14 anni) son quasi 30 anni che ascolto la tua musica!! Le tue note hanno segnato parte nella mia vita, nei momenti belli e in quelli meno belli, mi ha visto passare da adolescente a uomo, fino alla nascita di mio figlio poco tempo fa. Ti ringrazio per queste perle che hai scritto. Tra le tante canzoni che hai prodotto, io personalmente sono legato a Sugo, forse non troppo pubblicizzato come brano, ma secondo me bellissima perché penso che condensi in se il pensiero dell’amore. Volevo sapere cosa ne pensavi.
Per me sono importanti e sono legato a tutte le canzoni di un album, anche a quelle che rimangono meno popolari… Sugo è una metafora del “senso”, delle cose che “contano”…mi piacerebbe rifarlo dal vivo, era un brano un po’ “folle”!!!

Ho notato che in questo disco le canzoni sono molto legate con quelle del passato, quasi una continuazione o un’evoluzione della stesse. Il racconto di un momento con i vari cambiamenti che la vita ci ha riservato nel tempo. Faccio degli esempi gli uomini di oggi che battono le mani sul divano (Riccione – Alexander platz) sono gli stessi che aspettavano una guerra mondiale o una stronzata geniale di “giovani disponibili” oppure il vivere i nostri luoghi da “inno nazionale” a “la mia città” a”condomini del mondo” fino ad arrivare a “provincie d’Italia”. Per non parlare del rapporto padre-figlio, da “sarà un uomo” a “la mia ragazza” passando per “chiudi gli occhi” e finire a “senza strade”. Oppure, ( “voglia di piangere” – “madre”) – (“continuate così”-“voglia di vivere” – “liberi di andare”) – (“il punto” – “le case d’inverno” – non finisce mica il mondo”) – (“virtuale” – “sto pensando”- “fare le valigie”) – (“deserto” – “una lacrima”) – (“l’amore che cos’è”- “onda” – “per tutto il tempo”) – (“i ragazzi che si amano” – “le ragazze” – “è caduta una stella” – “cazzo che bello l’amore”). Anche se musicalmente diversi molto legate tra loro. Vorrei sapere se sei d’accordo con me e se il tour non potrebbe essere un libro con vari capitoli della vita raccontati dalle canzoni nell’arco di trentanni. Un vero percorso di vita (per la mia generazione) vissuta con i vari cambiamenti.
Assolutamente sì !!!Ne parlavo in un un’altra risposta…sono d’accordo!!!

Luca Carboni, Canzoni&ConfusioniCiao Luca è stata una bella sorpresa aprire il libricino e non trovare i “classici” testi delle canzoni ma appunti, pensieri, annotazioni da cui poi sono nate le canzoni. Sfogliandolo ho avuto la sensazione di aprire “Canzoni&Confusioni” Volevo sapere: avevi in mente di fare un qualcosa tipo “Canzoni&Confusioni”, mentre lo realizzavi hai ripensato a questo libricino dell’album Carboni o quello di “senza titolo” è nato senza alcun pensiero/riferimento a “Canzoni&Confusioni”? Se è nato tutto senza alcun riferimento/pensiero adesso che te l’ho fatto notare, trovi un qualcosa che li lega o sono comunque due cose diversissime?
Si!!! Canzoni e Confusioni mi era piaciuta molto e mi mancava…così ho pensato di non creare un libro esterno, ma fare vivere questa idea all’interno dell’album, (anche se ,purtroppo, con molto meno spazio…). Nell’album abbiamo “scannerizzato” i miei appunti reali e altre cose scritte con una vera macchina da scrivere…Non c’è lettering di computer.

Premettendo che il tuo nuovo disco mi sia piaciuto molto, lo trovo davvero molto intenso, lo accosterei molto al disco persone silenziose, per certi aspetti invece ricorda un po’ carboni del 92 soprattutto per quanto riguarda gli arrangiamenti direi che in questo caso la mano del grande Malavasi si è sentita eccome direi anche (da vecchio fan) che era anche ora che tornaste insieme a collaborare e a proposito di ritorni e arrangiamenti volevo chiederti :

1) Come mai non è stato coinvolto negli arrangiamenti il tuo chitarrista storico Patelli ?

2) Per alcuni brani, in particolare “Provincia d’Italia” e “Per tutto il tempo” i suoi assoli non avrebbero potuto dare alle canzoni quel tocco in più ?

3) restando sempre al Pat, come mai è dai tempi di carboni 92 e mondo che non si sente piu la sua mano nei tuoi dischi ?
Pat è un’ amico , un grande chitarrista e un collaboratore prezioso! La sua caratteristica principale, però, è soprattutto di chitarra elettrica lead. In questo album non sentivo l’esigenza di avere assoli di chitarra, volevo usare più chitarre acustiche, arpeggiate e ritmiche, che sono più le caratteristiche di Vince Pastano… ma adesso torneremo sul palco dal vivo con Pat!

Credo che questo sia decisamente l’album più cantautorale di tutta la tua discografia: quanto ti ha influenzato e quanto ti sei ispirato al tuo disco precedente Musiche Ribelli ??
Ho sempre detto che nei miei album mi piace far convivere leggerezza e pesantezza, ironia ed intensità…Non riesco, però, ancora a rendermi conto se questo album sia più cantautorale di altri…Certo, Musiche Ribelli è stata una tappa importante per me personalmente e forse ha inconsciamente influenzato un po’ questo album…

Volevo chiederti se hai pensato e soprattutto se ti piacerebbe lanciare “Madre” come uno dei prossimi singoli.
Quando scrivo un album, tutte le canzoni sono per me importanti e mi piacerebbe che fossero tutte dei singoli! Madre ha, però, il problema della durata di tutta la parte finale degli archi che per me è fondamentale… Non credo che sia compatibile con i “3minuti e 40secondi” che ti danno a disposizione le radio.

Mi domandavo se hai sentito in maniera particolare il peso di quest’album…Noi si, mi spiego: come sai, molti di noi ti seguono con un amore incondizionato, praticamente da sempre… non sempre però si sono condivise delle scelte, non perché non fossero state ben realizzate o prive di spunti interessanti… ad esempio, quando è uscito Musiche ribelli, a 2 anni di distanza da Le band si sciolgono, chi ti segue con una tale devozione, aspettava con ansia la TUA musica…il TUO modo di dire le cose… per cui, dal nostro canto, dopo tanta attesa, questo disco era davvero importante… un album meraviglioso…testi, metriche, atmosfere, arrangiamenti, persino il libretto… lo ripeto, disarmante… tutto degno del nostro Luca, ispirato e in perfetta forma… per cui, ritornando alla domanda, mi chiedevo se avessi sentito particolarmente il peso di quest’album, quanto abbia influenzato la nuova location e se riesci già a sentire quanto lo stiamo amando.
Scrivere un nuovo album è un lavoro meraviglioso e straordinario ma anche molto impegnativo…ti prende completamente anima e corpo!!! Ci navighi dentro per un paio di anni (tra scriverlo e realizzarlo)…Non si può immaginare che dolore si possa vivere (parlo anche per altri autori) se quando esce passa, magari inosservato (…Come portare un figlio a scuola o all’asilo e non lo vogliono!!!). Ho sempre sentito il peso e l’importanza di ogni album!!! Grazie a voi sento che sta comunicando nel profondo.

Come si riesce a spiegare ad un figlio il bene quando attorno a noi “tutto ci smentisce”?
Hai ragione sembra impossibile!!! Ma bisogna cercare dentro di noi ed anche fuori, le cose che non ci smentiscono…E ci sono!!! Sogni e miracoli che si realizzano!

So che sei cattolico praticante: com’è nata l’idea di inserire come ritornello in Provincia d’Italia una parte del Padre Nostro?
Pensavo al fatto che nella provincia si produce il nostro pane quotidiano, i campi, i frutteti, le vigne, gli allevamenti…è la provincia e non la città a donarci le cose primarie e fondamentali che ci servono per vivere…Da questo pensiero è nata l’idea del Padre Nostro…ho voluto unire un concetto più materiale a quello spirituale, mistico…

C’è una frase che mi ha colpito in “Madre” : ci si può amare sai, senza capirsi mai… Mi ha commosso tanto, Tu pensi e credi che un genitore, anche se nn dimostra affatto di amare suo/a figlio/a, in fondo in fondo, gli/le vuole bene? In che modo sei arrivato a questa sicurezza? Mi piacerebbe saperlo, ovviamente x esperienza personale….. Il fatto di sapere che magari anche se nn dimostrato mai, l’affetto, la comprensione c’erano, mi rasserenerebbe.
Ogni persona deve fare il suo percorso, i suoi errori, le sue scelte…Ognuno ha il suo carattere, le sue attitudini, ognuno ha il suo viaggio… Non sempre un genitore è in grado di capire i figli, le loro esigenze, di sganciarsi dalle proprie aspettative, dal proprio modo di concepire le cose e la vita (anche viceversa). A volte nelle famiglie si arriva a scontri duri… Questo, però, non vuole dire che non ci sia amore…

Anch’io come te sono del 1962 e mi sono ritrovata in pieno nella generazione citata in Riccione-Alexanderplatz, ma dopo lo “scoppio della bomba” cosa pensi faremo? Io generalmente sono ottimista, ma stavolta la vedo veramente brutta. Un vuoto assoluto su tutti i fronti, la cosa mi preoccupa.
Anch’io la vedo brutta!!! Ma voglio sempre mettere in campo la speranza, come mi ha insegnato mia madre…Non disperarsi mai!

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