Successo del cantautore in concerto a Piazza Duomo
Brilla a Messina la stella di Luca Carboni



Giuseppe Zangàri

MESSINA – Il cartellone di spettacoli estivi promosso dall'assessorato alla Cultura del comune di Messina, è decisamente
entrato nel vivo proponendo a «getto continuo» «stelle» di grande livello. Venerdì sera a Piazza Duomo è arrivato Luca
Carboni, artista bolognese amato dal pubblico di ogni età; che ha fatto breccia ancora una volta nel cuore delle donne
messinesi accorse a migliaia per vedere a sentire «Luca». Ma quanto può essere importante per un artista avere un «look» che
piace? «È sicuramente un'arma in più – ha risposto Luca Carboni – soprattutto all'inizio della carriera, quando per abbattere
e vincere la barriera dell'anonimato servono tutte le armi; sia appunto di aspetto che naturalmente di contenuti musicali.
Passato questo primo "scoglio" però e pur continuando a curare il cosiddetto "look" che piace, bisogna chiaramente andare
molto oltre e riuscire a creare un feeling con il tuo pubblico. Legame che diventa più solido e duraturo se l'artista riesce
a "penetrare" nell'anima della gente; usando come strumenti naturalmente la musica e anche la qualità dei testi. Se invece
dopo un primo impatto positivo tutto si ferma solo a una mera questione di immagine, non va bene. Si rischia quasi
sicuramente di essere "bruciati" in poco tempo e poi di essere spazzati via nel nulla. Il pubblico è più profondo di quanto
si possa pensare e riesce sempre a capire e ad apprezzare un artista sincero, che canti con il cuore e soprattutto che non
punti soltanto a questioni strettamente legate al mercato».
– Che ricordo ha del concerto tenuto a Messina qualche anno fa, che ebbe un grande successo di pubblico? «Un bel ricordo
sicuramente. Amo molto "collegare" tra di loro le emozioni e le sensazioni avute durante i concerti tenuti nella stessa
città. Anche se per indole ho la tendenza a guardare sempre avanti e sono sempre rivolto al futuro, senza chiaramente
dimenticare gli avvenimenti che riguardano il mio passato. Mi ricordo che la Piazza era stracolma e che il concerto non era
gratuito. Sai sapere che tutta quella gente è venuta lì per te, e che abbia anche pagato un biglietto è importante per un
artista. Anche se devo dire che grande soddisfazione e gioia "regalano" le belle piazze piene di gente felice di ascoltare
musica, in cui magari come stasera il biglietto è stato offerto dal Comune».
– È più difficile emergere e arrivare al successo, o mantenerlo sempre vivo e soprattutto allo stesso livello? «Ma... credo
che non ci siano delle regole ben precise. Ogni artista ha la sua storia, uguale e nello stesso tempo diversa da un altro.
Nel mio caso posso dire che è stato relativamente "facile" riuscire a conquistare il successo e il grande pubblico.
Indubbiamente credo di essere stato abbastanza fortunato nell'"arrivare" nel momento giusto, sia da un punto di vista
storico-sociale che da quello strettamente musicale. Poi non ha fatto altro che seguire la mia strada, proponendo la mia
musica senza "trucchi". Chiaramente nella carriera di ogni artista ci sono dei momenti più o meno positivi, ma questo vale
per tutti ed è fisiologico della vita. Quindi penso che una volta riusciti ad emergere, non bisogna far altro che seguire
sempre il proprio istinto e non cercare mai di "ingannare" il pubblico». Luca anche a Piazza Duomo è stato di parola e non ha
né ingannato né deluso il pubblico messinese che si è «gustato» il concerto dell'artista bolognese messinese che si è
«gustato» il concerto dell'artista bolognese dall'inizio alla fine. Un viaggio nella sua musica, dove Carboni ha proposto le
canzoni più belle e amate dalla gente, da «Silvia lo sai», «Farfallina», «Persone silenziose», «Ci vuole un fisico bestiale»
e tante altre molto applaudite e accompagnate in coro da tutta la piazza. Per chiudere alla grande con un omaggio alla nostra
città, «Mare mare», accompagnato dal suo gruppo composto da Antonello Giorni alla batteria, Ignazio Orlando al basso, Fabio
Anastasi alle tastiere e Mauro Patelli alle chitarre.