Mauro Patelli: ecco il mio “Di bene in meglio”

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PERSONESILENZIOSE ha intervistato per voi MAURO PATELLI per l’uscita del suo primo album solista che lo vede nella triplice veste di autore, musicista e cantante. Buona lettura.

 

“DI BENE IN MEGLIO” è il tuo primo album da solista, cosa rappresenta per te?
Questo disco rappresenta un punto di arrivo ma anche di partenza. Di arrivo perchè nasce dopo tanti anni di musica, tante esperienze, tanti palchi, tanti brani composti, e di partenza perchè comunque è una bella sfida. Non ho velleità da hit-parade, sia chiaro, comunque mi sono messo in gioco, quindi ora bisogna giocare!

 

Da quanto tempo sognavi di far uscire un progetto tutto tuo?
Dopo i LutiChroma, il primo progetto veramente mio, è passato tanto tempo. Mi sono dedicato ad altro, mi sono messo con grande entusiasmo e belle soddisfazioni al servizio di altri artisti, come Luca, e mi bastava già. Poi nel 2010, in una pausa del tour di Luca, ho cominciato a sentire questa esigenza, nata soprattutto dal desiderio di lasciare qualcosa di veramente mio a mia figlia, qualcosa che le facesse vedere il suo papà non solo come chitarrista di Carboni ma anche come compositore, cantante e arrangiatore. Da quel momento, pian piano ho visto maturare intorno a me le condizioni per realizzare questo lavoro.

Che range temporaneo di scrittura hanno i brani inseriti nell’album?
Non lo considero un “best of” di ciò che ho scritto nella mia vita, ma ci sono dentro brani che hanno anche trent’anni accanto ad esempio a “Tatuaggi“, scritta nel 2011.

A quale canzone ti senti maggiormente legato e perché?
Maggiormente legato probabilmente a nessuna. Diciamo che ogni volta che ne riascolto una mi sembra che sia lei la mia preferita. Ogni canzone ha avuto una gestazione differente e quindi riascoltandola si risvegliano in me delle emozioni davvero molto forti. Poi devo dire che ad esempio mi piace molto eseguire “Easy Day“, brano nel quale faccio un po’ il verso al Bowie di Scary Monster. E naturalmente mi va di citare “Aurora“, brano dedicato – come tutto il disco – a mia figlia.

Francesco Cusumano firma gran parte dei testi dell’album. Parlaci di lui.
Fossi Battisti lui sarebbe Mogol e con questo ho detto tutto! Scrive a mio avviso in modo fresco e mai scontato, è difficile che non mi piaccia un suo testo, può succedere al limite che in un testo io non mi ci veda, ma scrive veramente bene (detto anche da professionisti veri). In più è un “faccio tutto io man” e per un pigrone come me non è poco! Tra me e Francesco è nato un bel feeling, e poi lui si occupa di tutto ciò a cui sono refrattario! Ha ha ha! È stato anche fonico e programmatore in questo lavoro fatto assieme a Massimiliano Salin già fonico di Carboni da un po di anni.

Tanti gli ospiti del tuo album. Senza far torto ad alcuno, chi ti ha fatto più piacere ospitare?
Un po’ come per le canzoni: nessuno più degli altri, ognuna delle partecipazioni ha un valore particolare. Penso ad Andrea Innesto, che mi ha regalato uno splendido solo di sax e che ho dovuto inseguire per molto tempo perchè i nostri impegni non si incastravano mai, e penso a ospiti forse più “scontati” ma non per questo meno preziosi: Antonello Giorgi, Fabio Anastasi e Ignazio Orlando, miei compagni nella band di Carboni, che proprio per questa nostra vicinanza e fratellanza hanno per me un valore musicale ed affettivo molto forte. Siamo legati da tante note suonate insieme nel corso degli anni. Poi beh, come non essere contenti di un grande rocker come Roberto Terzani (per tanti anni colonna dei Litfiba) o Robertino Drovandi degli Stadio? E ancora Massimo Sutera, Giorgio Santisi, Giuseppe Zanca e il suo splendido solo di tromba, Luciano Graffi. Ora che ci penso però direi che l’ospitata più piacevole è quella di Aurora: abbiamo messo per scherzo mia figlia davanti al microfono e lei ha tirato fuori in un free-style una musicalità talmente trascinante che non siamo riusciti a buttar via la traccia!

Chi invece avresti voluto nel tuo cd ma non sei riuscito ad avere?
Direi che mi dispiace non avere nel disco chiunque abbia condiviso musica con me nel corso degli anni! Però chissà, magari proprio questo sarà da stimolo per mettermi nuovamente a lavoro e realizzare un altro disco!

Com’è stato realizzato il disco a livello tecnico?
Mi sono imposto una sola regola per la realizzazione dell’album: ho scelto di non dare priorità alle questioni tecniche e teoriche ma alla musica e alla sua espressione. Quindi abbiamo usato il materiale tecnico che avevamo a disposizione senza troppi dogmi, e per quanto riguarda le chitarre ho utilizzato praticamente tutte quelle che avevo a disposizione, a seconda delle necessità: le Stratocaster (molto diverse tra loro), le Telecaster (il mio nuovo amore), le Eko vintage, la Asi Sustainiac (per effetti particolari), una vecchia Ellyx da jazz e addirittura la Casio Midi, che considero una gran chitarra. Più ovviamente le chitarre acustiche, Fender anche queste. Per l’effettistica ho puntato sulle macchine Digitech, che uso da anni e con le quali mi trovo benissimo, utilizzando laddove ne sentissi l’esigenza anche singoli effetti a pedale. Direi che sono molto soddisfatto del risultato.

Ci racconti un aneddoto simpatico legato alla scrittura o anche alla registrazione di qualche brano?
Mah, ce ne sarebbero tante da dire! Per esempio Francesco ha dormito a casa mia per tutto il periodo di lavorazione del disco. Lui ha scritto alcuni testi di notte, nella sua camera, e mi lasciava i post it nello specchio del bagno! Oppure ti dirò: durante un errore in un canto dove avrei dovuto aspettare due giri vuoti ho tirato un mega “vaffa” talmente sentito che poi l’ho voluto mettere nel brano Giorno Per Giorno accostato al pensiero negativo. Oppure mi ricordo che abbiamo cambiato le parole a un ritornello di Luca e ce lo canticchiavamo continuamente… Parlava della partecipazione al disco di Andrea Innesto… Ora che ci penso non l’ho ancora raccontato neanche a Luca… Glielo dirò appena ci vediamo!

Ci sono concerti in programma?
Io mi sto preparando anche per portare un po’ il disco in giro; sto mettendo su una band di diciottenni che suonano da paura! Certo non è una cosa semplice, però voglio provare l’ebbrezza di stare in mezzo al palco ed avere nella voce un volume da cantante e non più da corista, quindi spero prima o poi di potervi comunicare qualche appuntamento live!

Grazie Mauro. Aspettiamo allora di ascoltarti dal vivo, magari come apertura dei concerti estivi di Luca!

 

E voi, avete già acquistato il cd di Mauro?! No?! Cosa aspettate?!! Vi ricordo alcuni link utili:

PREASCOLTO del CD ed eventuale ACQUISTO potete farlo da qui: http://www.mauropatelli.it/comprailcd.html (il cd è inoltre in vendita su iTunes e i principali store online)

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Promozione e ufficio stampa la promozione del disco è affidata a non ho sonno: www.nonhosonno.com email: music@nonhosonno.com
Produttore artistico, insieme a Mauro, è Francesco Cusumano: www.francescocusumano.it
Email per contattare lo staff: info@mauropatelli.it per contattare mauro: mauro@mauropatelli.it

Mauro Patelli, cd solista

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