Le PersoneSilenziose intervistano Luca Carboni

01 . Luca, la versione di “C’è” cantata da te è strepitosa, la tua voce valorizza moltssimo il testo romantico ma via via sempre più disilluso. Purtroppo però le radio non la fanno mai ascoltare. Non credi che le strategie di promozione e diffusione dei tuoi lavori dovrebbero essere un po’ modificate?Non credo di potermi lamentare delle radio. “C’è” , dai dati che abbiamo visto, è stato un singolo più suonato di quello che può sembrare (certo , non come “Malinconia” ) considerando anche che arrivava subito dopo l’album di inediti e che, per una mia scelta, ho preferito non supportarlo con un radiotour. Purtroppo il Natale scorso è stato un momento veramente folle da parte della discografia: ha fatto uscire “milioni” di dischi e di raccolte,  riempiendo le radio di altrettanti singoli. Naturalmente i programmatori radiofonici hanno dovuto fare delle scelte.

02 . La tua discografia più recente (album Lu*Ca e Le band si sciolgono) annovera in fatto di testi, tematiche strettamente personali,inerenti la tua sfera privata,o la tua attuale visione della vita ma sempre con riferimenti autobiografici.Pur sapendo bene che il tutto ti viene dal cuore,spontaneamente,non senti a volte il bisogno di mettere in musica un punto di vista che guardi più al mondo che ti circonda,non hai mai pensato di raccontare storie d’altri non necessariamente avendole vissute in prima persona?In sostanza:non pensi in futuro di fare più attenzione ad un mondo che sarà lo stesso che affronterà tuo figlio per esempio,di raccontare storie di vita,o di tornare a tematiche anche un pò crude come quelle di Silvia lo sai?

Per quanto riguarda l’album LU*CA,  penso che canzoni come Mi ami davvero o I problemi della gente, Stellina… dei cantautori  fossero canzoni profondamente sociali, assolutamente non intime e personali e nemmeno strettamente autobiografiche. Stessa cosa  in LE BAND SI SCIOLGONO: canzoni come Segni del tempo,  Le band, per certi versi anche Sto pensando, (anche se ha dei momenti personali  ma che servono come ponte per arrivare a raccontare qualcos’altro…) le considero come dici tu, canzoni che guardano il mondo.

03 . Per quanto riguarda il sound,da quasi 10 anni sei ricorso in maniera massiccia al computer come supporto di suoni e per creare quelli a te più congeniali.Pensi in un futuro prossimo di tornare un pò alle origini,a un suono un pochino più nudo e crudo con una maggiore valorizzazione della chitarra rock di Mauro come è avvenuto fino a quando non è uscito Carovana?

LU*CA  era un album molto acustico, l’ultimo invece è effettivamente tutto elettronico…Ma non so ancora come sarà il prossimo.

04. Spulciando tra i ringraziamenti e le collaborazioni apparse in tutti i tuoi album ho notato che il periodo di maggiore tuo successo in fatto di vendita e popolarità è coinciso con la collaborazione proficua che hai avuto con Mauro Malavasi,in particolare mi riferisco agli album Carboni del ’92 e Mondo del ’95.Pensi ci possa essere l’occasione di tornare a lavorare insieme in occasione della produzione e mixaggio di un futuro disco o sei convinto di aver intrapreso definitivamente ormai la strada dell’autoproduzione?

Non ho intrapreso “definitivamente” la strada della autoproduzione, è stata semplicemente una nuova, bella e importantissima esperienza, ma ogni album ti può stimolare e spingere verso nuove esperienze e collaborazioni. Certo, prima o poi mi piacerebbe lavorare ancora con Mauro Malavasi , che tra l’altro è un mio grande amico.

05. Parlando invece di questo cofanetto appena uscito,è stato un progetto voluto e pensato da te stesso oppure è stato qualcosa di non previsto?

Tutte e due le cose: nel senso che io avevo proposto da tempo alla mia casa discografica l’idea di raccogliere,prima o poi, le mie canzoni d’amore in un’ unica antologia, ma loro hanno anticipato i tempi chiedendomela subito.

06. Vorrei chiederti come vivi la consapevolezza (che sicuramente hai) di essere diventato per molti, nel corso degli anni, un modello di vita ed espressione di valori e sentimenti tanto preziosi quanto dimenticati, al giorno d’oggi, in questo mondo in cui fanno premio soltanto l’arroganza, l’opportunismo e l’ipocrisia… come vivi la tua diversita’…il tuo essere così lontano sia dai modelli che la nostra cultura (chiamiamola cosi’) ci impone, sia dalla stragrande maggioranza degli artisti del nostro tempo, che lasciano ben poco spazio all’introspezione e che anche quando parlano d’amore lo fanno in maniera superficiale e ben poco convincente…E cosa provi quando qualcuno ti riconosce tutto questo e ti ringrazia per avergli donato non semplici canzoni ma esempi di vita e di virtu’.

Mi imbarazza sempre un po’ quando mi dicono queste cose…Io credo sinceramente di non avere meriti particolari: seguo semplicemente quello che sono, che sento,  il mio istinto e naturalmente i miei valori. Però non mi pongo mai come qualcuno che può insegnare o come modello di vita…Credo che anche il successo (la capacità di comunicare) sia figlio, non solo di un certo talento, ma soprattutto della “unicità” e quindi della “diversità” di ognuno di noi: siamo tutti diversi e tutti unici, ognuno con il suo carisma e la sua sensibilità. Questo è un grande valore per confrontarsi con se stessi e con gli altri. Quando siamo veramente noi stessi, in fondo,  doniamo agli altri (anche inconsciamente), qualcosa di nuovo e di inedito, magari anche solo un diverso punto di vista, una diversa “prospettiva”.

07. Luca, in “Sto perdendo tempo” dici qualcosa cui io ho sempre attribuito un’importanza particolare (forse eccessiva): “ma che cosa mi credo di essere una rockstar…non si può perdere l’anima, stavo per vendere l’anima, non si può perdere, devo salvare la mia anima”.
Questa frase individua forse un momento della tua vita, della tua carriera in cui hai cambiato modo di pensare, di percepire e di relazionarti con il mondo della musica e con la tua carriera? C’è stato un momento in cui magari ti sei reso conto che stavi intraprendendo una strada che non sentivi tua, che ti avrebbe magari portato a maggiore successo e notorietà (anche internazionali) ma a sacrificio di altri valori che ritenevi più importanti?

Si, è un discorso così…Un po’ difficile da spiegare… Non per “dare addosso” al  mondo della musica e alle rockstar… Ma ad un certo punto ho sentito (dopo il grande successo del 1992) che avevo tante altre esperienze da fare (personali)  e che forse la mia energia e la mia vita doveva contemplare anche altre cose.

08. Mi sono sempre domandato in tutti questi anni come mai non hai più riproposto un album con quel sound che avevi creato magicamente nell’ album Carboni del 92, ….come mai negli album successivi a partire da Carovana,passando per Lu*Ca e finendo con Le band sciolgono non hai più riproposto quel tipo di suono,brani con arrangiamenti house, tracce di dance , molto ritmo, testi grintosi ispirati anche al rap,con alcuni momenti di blues,un album davvero completo ricco di spunti che ti aveva dato cosi tanti consensi e successo?
Pensi che in futuro possiamo aspettarci un lavoro ispirato proprio a quelle musiche ed arrangiamenti di quell’album ?

Perché no…magari non proprio ispirandomi a quell’album del passato, ma miscelare certi elementi di cui parli mi piacerebbe molto in questo momento, ed è una cosa che mi appartiene profondamente…

09. Non credi che poca pubblicità alle tue nuove uscite sia in tv che in radio o sui giornali sia controproducente per chi fa un lavoro come il tuo ?? Non trovi che il non voler apparire sia un danno nel fatto di farti conoscere soprattutto da quelli più giovani, farti riscoprire dai tuoi vecchi fans, crearti un immagine più viva e presente?

Può darsi, prometto che sul prossimo album cercherò di essere più presente.

10. Cosa pensi quando la critica musicale ti definisce l’artista più malinconico del panorama italiano, che le tue canzoni siano troppo spesso tristi , intime e malinconiche, hai mai pensato di smentire tutti quelli che da anni ti descrivono in questo modo proprio con qualche canzone o con un intero album più ritmico e ironico?

Quando scrivo un album non penso mai al fatto di “smentire” qualcuno…Però so profondamente che potrebbe venirmi anche un album più ritmico e grintoso… Dipende da cosa vivo e sento in quel momento.

 

11. Nel periodo dell’uscita dell’album Mondo ricordo più di una tua intervista dove ti chiesero se c’era ancora qualcosa che ti mancava artisticamente,qualcosa che avresti voluto fare in futuro e tu hai risposto che ti sarebbe piaciuto scrivere un libro e fare un film, beh so passati un bel pò di anni e di libri ne ha fatti uscire due,Autoritratto e Segni del tempo..invece del film non si è saputo più nulla…è ancora un progetto che hai mente?

Intanto voglio precisare che per libro intentevo ( e intendo ancora) un vero romanzo o una serie di racconti. Sogno che non ho ancora realizzato ma che non ho abbandonato assolutamente. Per quanto riguarda il cinema (arte visiva), non facevo i conti con la nuova passione della pittura (che mi sta prendendo tanto tempo) nata in questi ultimi anni, soprattutto come mezzo per conoscere di più me stesso e come modo per studiare, approfondire e sperimentare qualcosa di nuovo (prima di tutto a livello personale)… Ma devo dire che mi sento artisticamente ancora molto “bambino”, e spero di avere il tempo e l’opportunità di fare ancora tante cose.

12. Come mai la scelta di non far uscire Pensieri al tramonto come singolo dell’album Le band si sciolgono??..e soprattutto come mai la scelta di lanciare come hai fatto negli ultimi album,singoli-lancio spesso poco radiofonici , non sarebbe ideale
magari in futuro lanciare come primo singolo un brano più ritmico e grintoso? O non sei tu a decidere?

Sono io a decidere, anche se in certi momenti ascolto volentieri anche le sensazioni degli altri ( produttori e discografici) per poi decidere. Per quanto riguarda Pensieri al tramonto ( canzone a cui tengo moltissimo!) c’era una mia promessa fatta a Tiziano di non farla uscire mentre erano fuori suoi singoli in radio, per non creargli troppa sovraesposizione e confusione… Ma so che le canzoni (come le storie d’amore!) non finiscono mai!.. Ci saranno sicuramente nuove opportunità per farla conoscere.

13. Luca, tu nasci come autore di canzoni,e poi,in seguito,decidi anche di cantarle…comprese quelle scritte per altri,come appunto questi tre inediti che hai inserito nella tua raccolta.
Io vorrei chiederti se ti piacerebbe tornare a scrivere per qualche tuo /a collega e inoltre ho un’altra curiosità…c’è una canzone di qualche cantante che avresti voluto scrivere e interpretare tu?

Ho già spiegato nel libro-intervista con Massimo Cotto “Segni del tempo” che non vorrei avere scritto qualcosa di altri, perché anche per un artista è bello ed importante essere un semplice fruitore ed ascoltatore, quindi essere emozionato da qualcosa che arriva da “fuori” (magari anche come stimolo). Certo mi piacerebbe tornare a scrivere per altri, ma soprattutto, in questo momento, mi piacerebbe rivivere l’esperienza di scrivere insieme, a quattro mani con altri artisti, come facemmo con Lorenzo nel 1992.

14. Luca, sei soddisfatto dell’attenzione ricevuta da “Le band si sciolgono” o in cuor tuo ti aspettavi qualcosa di più, anche in termini di vendite?

L’album è arrivato a centomila copie reali, che in fondo non è assolutamente poco per questo periodo! Chiaro che ogni artista vorrebbe sempre il massimo ad ogni disco: milioni di copie! Ma sinceramente non mi posso lamentare… Soprattutto perché in coscienza so che è un album importante, che mi rappresenta, e negli anni ho capito che il successo non va valutato solo nel momento in cui esce un disco, ma in un tempo più lungo. Ultimamente, per fare un esempio, ho incontrato persone che hanno scoperto (e amano) solo adesso l’album “Persone Silenziose” del 1989!

15. come mai dopo tanti anni ha deciso di cantare con la sua voce le canzoni che aveva scritto per gli Stadio, e se in futuro ha intenzione di cantarne altre, visto che ha scritto anche per altri cantanti come per esempio Marco Armani, Paola Turci o Biagio Antonacci… Sarebbe un’idea fare un cd con tutte le canzoni che hai scritto per altri, cantate da te…

In effetti questa è un idea che avevo in testa da un po’ di tempo, a cui ho spesso pensato e che, in parte, è già stata realizzata in questa raccolta antologica “Una rosa per te” e soprattutto in questo momento sento molto forte l’esigenza di mettere la mia energia su qualcosa di nuovo!

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